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sulla scritta: Meditazione-20-9-2014

 

BRANI BIBLICI DI RIFERIMENTO

 

Dalla prima lettera di San Paolo ai Corinzi


1Anch’io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. 2Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. 3Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. 4La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, 5perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. (1Cor 2,1-5)

Dal vangelo secondo Luca


26Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo:
27mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. 28Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; 29ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. (Lc 17, 26-29)

Dal libro dell’Apocalisse


1Dopo questo, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere, e la terra fu illuminata dal suo splendore. 2Gridò a gran voce: «È caduta, è caduta Babilonia la grande,
ed è diventata covo di demòni, rifugio di ogni spirito impuro, rifugio di ogni uccello impuro e rifugio di ogni bestia impura e orrenda.
3Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua sfrenata prostituzione, i re della terra si sono prostituiti con essa e i mercanti della terra si sono arricchiti del suo lusso sfrenato».
4E udii un’altra voce dal cielo: «Uscite, popolo mio, da essa, per non associarvi ai suoi peccati e non ricevere parte dei suoi flagelli.
5Perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità. 6Ripagàtela con la sua stessa moneta, retribuitela con il doppio dei suoi misfatti.
Versàtele doppia misura nella coppa in cui beveva. 7Quanto ha speso per la sua gloria e il suo lusso, tanto restituitele in tormento e afflizione…
10«Guai, guai, città immensa, Babilonia, città possente; in un’ora sola è giunta la tua condanna!». 11Anche i mercanti della terra piangono e si lamentano su di essa, perché nessuno compera più le loro merci: 12i loro carichi d’oro, d’argento e di pietre preziose, di perle, di lino, di porpora, di seta e di scarlatto; legni profumati di ogni specie, oggetti d’avorio, di legno, di bronzo, di ferro, di marmo; 13cinnamòmo, amòmo, profumi, unguento, incenso, vino, olio, fior di farina, frumento, bestiame, greggi, cavalli, carri, schiavi e vite umane.
14«I frutti che ti piacevano tanto si sono allontanati da te; tutto quel lusso e quello splendore per te sono perduti e mai più potranno trovarli»…
17In un’ora sola tanta ricchezza è andata perduta!».
Tutti i comandanti di navi, tutti gli equipaggi, i naviganti e quanti commerciano per mare si tenevano a distanza 18e gridavano, guardando il fumo del suo incendio: «Quale città fu mai simile all’immensa città?». 19Si gettarono la polvere sul capo, e fra pianti e lamenti gridavano:
«Guai, guai, città immensa, di cui si arricchirono quanti avevano navi sul mare: in un’ora sola fu ridotta a un deserto!
20Esulta su di essa, o cielo, e voi, santi, apostoli, profeti, perché, condannandola,
Dio vi ha reso giustizia!». 21Un angelo possente prese allora una pietra, grande come una màcina, e la gettò nel mare esclamando: «Con questa violenza sarà distrutta Babilonia, la grande città, e nessuno più la troverà. 22Il suono dei musicisti, dei suonatori di cetra, di flauto e di tromba, non si udrà più in te; ogni artigiano di qualsiasi mestiere non si troverà più in te; il rumore della màcina non si udrà più in te; 23la luce della lampada non brillerà più in te; la voce dello sposo e della sposa non si udrà più in te.
Perché i tuoi mercanti erano i grandi della terra e tutte le nazioni dalle tue droghe furono sedotte.
24In essa fu trovato il sangue di profeti e di santi e di quanti furono uccisi sulla terra». (Ap 18,1 e sgg.)

Dal vangelo secondo Luca


Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso? (Lc 9,25)

DOMANDE PER LA RIFLESSIONE PERSONALE

1) Qual è l’affanno che mi porto dietro in tutto quello che faccio?
 
2) Qual è la preoccupazione principale che alimenta, sostiene, guida, il mio lavoro quotidiano? (S’intende il lavoro in generale come attività di impegno umano, quindi non solo quello dell’ufficio, ma anche quello della gestione della casa, ecc.).
 
3) Come mi relaziono con questo lavoro?
 
4) Come vivo questa attività lavorativa, che occupa la maggior parte del mio tempo?
   Come mmi prende, mi assorbe? Qual è il fine che le dò?
 
5) Questo lavoro quotidiano mi fa crescere, mi costruisce, mi fa gioire, mi fa soffrire?
 
6) Per che cosa vivo?
 
7) Qual è il senso della mia vita? cioè: qual è L’AMORE/IL TESORO della mia vita?
 
8) Quando lavoro, Dio è al primo posto?
 
11) Lavoro per edificare me stesso e gli altri o no?
 

Autore

Autore spirituale

1 CommentoAggiungi un commento

  1. Straordinaria la tua meditazione o condivisione di ieri per semplicità e profondità. Non dici sempre infatti che le cose di Dio sono semplici? Ma noi siamo complicati e siamo abilissimi a rendere complesse le cose semplici.
    Grazie
    Stella

    Scritto da Stella C. 23/09/2014 alle 21:43 Rispondi

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