IL PERDONO ALLA PORZIUNCOLA
E LA VISITA DI PAPA FRANCESCO

 
 
 

MEDITAZIONE DI PAPA FRANCESCO
ALLA PORZIUNCOLA
4-8-2016

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IL PAPA
A SANTA MARIA DEGLI ANGELI
4-8-2016

 
 

CHE COSA È IL PERDONO DI ASSISI?

 
Il Perdono di Assisi, la festa che inizia la mattina del 1 agosto e si conclude con il Vespro solenne del 2 nella Porziuncola di Santa Maria degli Angeli per l’ottenimento dell’indulgenza che da oltre sette secoli vede la presenza di migliaia di pellegrini, avrà quest’anno un’intenzione di preghiera particolare: per la fine della guerra e delle ostilità in Terra Santa.
 
Lo ha deciso il vescovo della Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino monsignor Domenico Sorrentino, in sintonia con la comunità dei Frati minori della Provincia Serafica, che presiederà i Primi Vespri della Solennità del 1 agosto (ore 19) con il tradizionale pellegrinaggio della Città di Assisi e la Celebrazione Eucaristica del 2 (ore 11).
 
Dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del giorno seguente (2 agosto), oppure, col permesso dell’Ordinario (Vescovo), nella domenica precedente o seguente (a decorrere dal mezzogiorno del sabato fino alla mezzanotte della domenica) si può lucrare una volta sola l’indulgenza plenaria.
 

CONDIZIONI RICHIESTE

 
1 – Visita, entro il tempo prescritto, a una chiesa Cattedrale o Parrocchiale o ad altra che ne abbia l’indulto e recita del “Padre Nostro” (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo) e del “Credo” (con cui si rinnova la propria professione di fede).
 
2 – Confessione Sacramentale per essere in Grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti).
 
3 – Partecipazione alla Santa Messa e Comunione Eucaristica.
 
4 – Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (almeno un “Padre Nostro” e un’“Ave Maria” o altre preghiere a scelta), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.
 
5 – Disposizione d’animo che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.
 
Le condizioni di cui ai nn. 2, 3 e 4 possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti quello in cui si visita la chiesa; tuttavia è conveniente che la Santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita.

 

L’INDULGENZA: CHE COSA È?

 
I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l’equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature.
Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere.
 
In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato.
Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui.

Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l’immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione.
 
La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti.
 
Nei primi secoli i Vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi.
 
Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità.
 
I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell’indulgenza.
(C.E.l. – Catechismo degli adulti, n. 710)

Enzo Bianchi alla Porziuncola: VIVERE IL PERDONO


 

In occasione della Festa del Perdono di Assisi e nella prospettiva più ampia del Giubileo del Perdono del 2016 (gli 800 anni dall’istituzione dell’Indulgenza per la Porziuncola richiesta da san Francesco a Papa Onorio III), dopo lo straordinario intervento dello scorso anno di Massimo Cacciari, un altro noto pensatore contemporaneo, Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, è ospite del Santuario della Porziuncola per farci riflettere sul significato più profondo e attuale del Perdono.
 
Nel suo recente testo dedicato proprio al Perdono, Enzo Bianchi scrive:
«Chi è arrivato a perdonare sa che questo è un cammino lungo e faticoso, compiuto a caro prezzo poiché deve fare i conti con il problema del male.
Di fronte ad esso le differenti vie religiose percorse dall’umanità hanno percepito che l’unica cosa seria che si può fare è “soffrire insieme”, praticare la compassione.
Essa, anche secondo la rivelazione ebraico-cristiana, è l’unica risposta sensata che l’uomo può dare davanti alla sofferenza

 
Questo sentimento, questa passione, da assumere in primo luogo nelle relazioni interpersonali, non si può limitare a tale dimensione, ma deve aprire una strada a livello sociale e anche politico ed economico».
 
Il perdono è dunque una vera e propria opportunità.
 
Anche Francesco d’Assisi ha cercato di offrire insistentemente ai suoi confratelli e alla società di allora questa occasione di conversione e di crescita. La sua insistenza infatti su questo tema è nota, in specie il suo carattere decisivo in ordine alla fraternità.
 
Emblematiche le sue parole rivolte ad un superiore:
 
«E ama coloro che agiscono con te in questo modo, e non esigere da loro altro se non ciò che il Signore darà a te.
E in questo amali e non pretendere che diventino cristiani migliori.
E questo sia per te più che stare appartato in un eremo.
E in questo voglio conoscere se tu ami il Signore ed ami me suo servo e tuo, se ti diporterai in questa maniera, e cioè: che non ci sia alcun frate al mondo, che abbia peccato, quanto è possibile peccare, che, dopo aver visto i tuoi occhi, non se ne torni via senza il tuo perdono, se egli lo chiede; e se non chiedesse perdono, chiedi tu a lui se vuole essere perdonato.
 
E se, in seguito, mille volte peccasse davanti ai tuoi occhi, amalo più di me per questo: che tu possa attrarlo al Signore; ed abbi sempre misericordia per tali fratelli» (Francesco d’Assisi,Lettera ad un ministro).

LA STORIA:
COME SAN FRANCESCO CHIESE
ED OTTENNE L’INDULGENZA DEL PERDONO

 
Una notte dell’anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore! …

 

Dal sito di “sanfrancescopatronoditalia”

 

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