La minaccia “Ebola” non è mai stata sconfitta da quando è apparsa sul pianeta.
Ce lo ha ricordato quando si è riaffacciata nei mesi scorsi e ha spaventato non poco l’umanità…
 
Come questa volta, anche nel 1995, quando il virus si scatenò violentemente in Africa, molti uomini e donne (ricercatori, medici, infermieri, volontari, e tante altre persone con le loro professionalità) si sono prodigati generosamente per risolvere l’emergenza, salvare vite, trovare antivirus…
 
A questo proposito, un anno fa si è chiuso il processo diocesano di beatificazione di sei suore missionarie delle Poverelle di Bergamo, che nel nome dell’amore per Cristo e per i fratelli non si risparmiarono per portare soccorso e sostegno agli ammalati nella terribile epidemia che sconvolse la loro missione congolese; fino a dare la loro di vita.

 
 

Testimonianza eroica:
Le sei suore che sfidarono “Ebola”

da Avvenire
4/8/2014
 
«Avvolte tra i poveri», proprio come raccomandava il Beato Luigi Maria Palazzolo, loro fondatore
[…]
Suor Floralba Rondi, Suor Clarangela Ghilardi, Suor Danielangela Sorti, Suor Dinarosa Belle, Suor Annelvira Ossoli e Suor Vitarosa Zorza furono falciate dalla febbre emorragica.
 
Tutto cominciò quando, il 15 marzo di quello stesso anno, un uomo tornò a casa febbricitante dopo una giornata di lavoro nei pressi di un villaggio a poca distanza dalla cittadina di Kikwit, nell’ex Zaire. Dieci giorni dopo morì, dissanguato da un male misterioso.
 
La stessa sorte toccò a suo figlio, a suo fratello e ad altri membri della famiglia. Nel giro di poche settimane, l’ospedale di Kikwit si riempi di moribondi.
Suor Floralba fu la prima missionaria ad essere contagiata e la prima a soccombere.
Le consorelle raccontarono che si ammalò mentre assisteva un paziente in gravi condizioni.
La morte sopraggiunse il 25 aprile.
Suor Vitarosa fu invece l’ultima a cadere tra le religiose.
[…]
L’epidemia causò in tre mesi la fine di 244 persone. Tra le vittime, le sei eroiche missionarie che si erano prodigate nell’assistenza pur consapevoli della pericolosità del morbo. (di Giulio Albanese – 26-3-2014)
 

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