Un affondo illuminante sul senso autentico di questo straordinario Evento per la vita di ogni persona che lo sa accogliere nel cuore e nella quotidianità, che diventa così il vero Luogo sacro in cui vivere da figli di Abbà, Papà mio
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BRANI DI RIFERIMENTO
Dal libro dell’Apocalisse

Ora, come mi voltai per vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi sette candelabri d’oro e in mezzo ai candelabri c’era uno simile a figlio di uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro. I capelli della testa erano candidi, simili a lana candida, come neve. Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, i piedi avevano l’aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque. Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza.
Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi. (Ap 1,12-18)

 

Da “Teologia del Nuovo Testamento” di J. Jeremias

Ogni volta che gli uomini vengono sopraffatti dalla lieta novella e si associano al popolo di Dio, lasciano il mondo della morte per entrare in quello della vita (Mt 8,22; Lc 9,60; Gv 15,24; cfr. 15,24.32) sì da appartenere al regno di Dio. Comincia una vita nuova che consiste in un nuovo rapporto con Dio e con gli uomini. (p.206)
 
L’invocazione Abbà, presa dalla lingua quotidiana e usata per rivolgersi a Dio, è il più importante dei mezzi espressivi creati da Gesù. (p.49)
 
Nell’invocazione di Dio come Abbà si svela l’ultimo segreto della missione di Gesù, che era consapevole di essere autorizzato a comunicare la rivelazione, poiché Dio si era dato a conoscere a lui come padre (cfr. Mt 11,27). (p.83)

 

Dal libro del profeta Geremia

Io pensavo:
Come vorrei considerarti tra i miei figli
e darti una terra invidiabile,
un’eredità che sia l’ornamento più prezioso dei popoli!
Io pensavo: Voi mi direte: Padre mio,
e non tralascerete di seguirmi. (Ger 3,19)

 

Dal Vangelo secondo Matteo

Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. (Mt 6,8)
 
perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. (Mt 5,45)
 
Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena. (Mt 6,34)

 

Dalla lettera di San Paolo ai Romani

E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: “Abbà, Padre!” (Rm 8,15)

 

Dalla lettera di San Paolo ai Galati


E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! (Gal 4,6)

 

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1 CommentoAggiungi un commento

  1. ILLUMINANTE!
    Veramente profonda questa meditazione, tocca le corde giuste e spinge a rivedere non solo il modo con cui accolgo e vivo il Natale, ma tutta la mia esistenza di persona e di credente. Grande gioia, speranza e slancio mi ha donato. Grazie!

    Scritto da Carolina 15/12/2014 alle 12:44 Rispondi

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