Farrell a Socci: caro Antonio, basta attaccare Bergoglio

 

di Nick Farrell – da Libero
29/11/2014

Caro Socci,
 
sono Nicholas, Nick Farrell da Forlì detto “l’inglese”,
e ho letto i tuoi ultimi articoli in cui sostieni che l’elezione di Papa Francesco non sia valida e critichi le sue omelie e il suo pontificato perché troppo “comunista”.
 
Invece a me, che non sono uno studioso della Chiesa e non mi appassiono delle dispute tra teologi ed esegeti vaticani, Papa Francesco è sempre piaciuto, sebbene tu stesso sappia quanto io sia anti-comunista.
 
Mi è piaciuto dal primo momento, da quando si è affacciato al balcone e ci ha chiesto con umiltà di pregare per lui.
Un tale carisma l’ho visto solo in Giovanni Paolo II.
Non pensare che da ex anglicano – di recente convertito al cattolicesimo – non mi sia mai interessato al Papa o al Vaticano o alla Chiesa…
 
Ora, mi chiedo: perché tu, un cattolico doc, critichi così duramente Papa Francesco?
Il Papa è “eletto” dallo Spirito Santo: chi sono io per giudicare la sapienza e lo spirito di Dio?
Tu parli di irregolarità durante il conclave dei cardinali: avrebbero dovuto votare solo quattro volte in un sol giorno – sostieni – e invece hanno votato cinque volte, e così via.
Ma, in fin dei conti, chi se ne frega?
 
Dove vorresti arrivare?
Un nuovo conclave?
Un nuovo Papa?
Dài, su.
 
Io credo che Papa Francesco, a dispetto di tutti coloro che lo criticano, stia facendo un grande pontificato.
Non è per niente “comunista”: vuole, per quanto mi risulta, più misericordia verso gli esclusi e basta. Nello specifico, ho l’impressione che vorrebbe soltanto permettere ai divorziati risposati di fare la comunione.
Niente di più.
 
Tu, Socci, critichi il Papa – che secondo te non è infallibile in quanto irregolarmente eletto – anche perché non fa il guerrafondaio nei confronti dei cristiani perseguiti nei Paesi musulmani.
 
Che cosa dovrebbe, che cosa potrebbe dire, per accontentarti?
Che per salvare i poveri cristiani perseguitati bisognerebbe ammazzare tutti i tagliagole dell’Isis? Questo dovrebbe dire un Papa a capo di una Chiesa che predica la pace?
 
I martiri nella Chiesa ci sono sempre stati, assieme alle persecuzioni.
Non vedo che cosa possa fare il Papa di realmente concreto per fermare il martirio dei cristiani.
Un cristiano, se segue Gesù e la sua parola, non ha paura del martirio.
 
Papa Francesco sta costruendo ponti dove ci sono muri per far amare Cristo da tutti.
Sta preparando, guidato dallo spirito di Dio e dalla mano materna di Maria, un terreno fertile affinché tutti si convertano, anche Scalfari e Pannella, i lontani e i mangiapreti come quelli del Leoncavallo e i comunisti tutti. Sta cercando di portare più anime possibili a Dio, perché è questo ciò che conta ora: i martiri sono già tra le braccia di Dio, ma non gli Scalfari, i Pannella, gli autonomi, i comunisti.  
Lui dialoga con tutti per far conoscere Gesù a tutti.
Sta seminando affinché un giorno il maggior numero di persone siano anch’esse pronte al martirio – perché tu sai, questa vita è un battito di ciglia.
 
Per cui, credo che non si debba studiare il Papa in ogni sua minima parola o gesto, e aspettare la minima virgola considerata fuori posto per puntare il dito e accusarlo come facevano (e tu lo sai meglio di me) i farisei con Gesù. Noi vedremo solo dopo la sua morte tutto il bene che lui sta facendo alla Chiesa intera.
E tutte le persone che, grazie a lui, sono arrivate a Cristo e si sono salvate.
Preghiamo per lui e per le conversioni che grazie a lui avvengono.
Non possiamo giudicare l’opera che Dio compie tramite un pontefice, non possiamo perché non siamo in possesso dello Spirito di Dio che Papa Francesco invece possiede in grande quantità.
 
Fidiamoci, capiremo poi. […]

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