PENTECOSTE ed EUCARESTIA:
l’Amore di Dio
che ci libera dal male

 

L’Eucaristia è il cuore della nostra fede perché attraverso questo sacramento facciamo esperienza reale e concreta della salvezza di Dio che altro non è che la liberazione dal male e dalla morte.
 
Così padre Giuseppe ha voluto introdurre alla gioia di questa riscoperta la Comunità Abbà riunita in preparazione alla Pentecoste.
Perché la Pentecoste è proprio la manifestazione visibile e dirompente dell’amore di Dio che entra nel mondo e libera dal male, dalla paura, perché ormai il grande nemico, la morte appunto, è stato vinto per sempre.
 
La nostra gioia, ci ricordava padre Giuseppe, scaturisce dalla consapevolezza della vittoria sulla morte: questo è il cuore della nostra fede.
 
Dio è il vincitore.
 
È un’affermazione che non si basa sulla teologia, ma scaturisce da un dato di fatto: Gesù è risorto, la tomba è vuota.
 
E i discepoli lo hanno visto risorto, lo hanno incontrato in questa dimensione nuova che la croce apre.
 
La croce non è più una maledizione, una delle più terribili: per i cristiani diventa una grande forza che dischiude alla vita, a una prospettiva completamente diversa.
 
Certo, noi non abbiamo fatto esperienza “fisica” della resurrezione, non abbiamo costatato che il corpo di Gesù non si è corrotto, come solo a qualche santo è poi successo.
 
Ma la Pasqua ha trasformato totalmente la nostra dimensione di morte, cancellando e trasformando non solo la morte fisica, ma tutto il male che è in noi: le cattiverie, gli istinti negativi, le chiusure, le paure, le angosce.
 
Se questo è davvero avvenuto, allora noi non possiamo più vivere come prima.
 
Gesù è venuto a liberarci oggi, a dare oggi, a ciascuno di noi, la Sua vita piena.
 
Noi dobbiamo fare esperienza di questa vittoria di Gesù.

 
Una vittoria non sul mondo o sui suoi nemici, perché lì Gesù è stato apparentemente sconfitto; la vittoria di Gesù è stata è quella di amare i suoi nemici, di fidarsi del Padre accettando il misterioso dramma del rifiuto del mondo al suo messaggio di amore, della sua sofferenza, dell’abbandono da parte di tutti, compresi i suoi discepoli.
 
La vittoria di Gesù è stata quella sull’istinto di conservazione e di male che è in ognuno di noi. È la vittoria del bene sul male, della vita sulla morte.
 
Ecco allora, ha ricordato padre Giuseppe, che l’Eucaristia è la possibilità di partecipare a questa vittoria, di ricevere da Gesù risorto la capacità, anche per noi, di trionfare sulla nostra cattiveria, sul male che ci abita.
 
Noi siamo amati dal Padre in modo concretissimo attraverso l’uomo Gesù che è venuto in mezzo a noi.
 
È un amore concreto che ci porta a vivere la nostra esistenza insieme a Lui, così come il matrimonio non è altro che la scelta libera di due persone di vivere la loro vita non da soli ma insieme.
 
Noi non possiamo camminare in questa vita senza l’aiuto di Gesù. “Io sarò con voi tutti i giorni della vostra vita”: essere cristiani significa vivere con la compagnia e l’aiuto di Gesù.
E di questo possiamo essere certi: “come il Padre ha amato me così io ho amato voi”, questa è la Parola che ci garantisce il sostegno e la vicinanza di Dio. Una certezza che si esprime proprio nell’Eucaristia, dove c’è la presenza reale di Gesù risorto. Un Gesù che ci ama, ci consola, ci sostiene.
 
Dobbiamo autodeterminarci:
 
come vogliamo vivere in questo mondo?
 
“Rimanete nel mio amore” dice ancora Gesù.
 
Vogliamo vivere avendo come riferimento la Parola di Dio?
 
Se così è, questo criterio deve caratterizzare davvero la nostra identità.
 
Dobbiamo vivere lo stesso tipo di amore di Gesù:
“questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”.
 
Dipende solo da noi, da che cosa vogliamo essere.
 
“Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi, e la vostra gioia sia piena”.
 
Ci aspetta quindi una gioia senza fine.
 
Le gioie umane possono essere belle, ma vanno e vengono.
 
C’è allora un altro tipo di gioia che non scaturisce dalla nostra carnalità, dalla nostra psiche, ma dallo Spirito.
 
Una gioia che non è in contraddizione con quella umana, ma che ha un’origine diversa.
 
Attingendo allo Spirito di Dio il nostro cuore si riempie di pace di gioia, perché entriamo in relazione con la fonte stessa della vita e in questo modo, solo così e non per virtù o meriti nostri, ci trasformiamo poco alla volta secondo la Sua Immagine.
 
Ecco che cos’è l’Eucaristia.
 
Lasciamo allora da parte ogni devozionismo sterile e facciamo veramente dell’Eucaristia il centro e la fonte della nostra vita di fede.

 

Antonio Buozzi
giornalista e blogger

 

PREMI QUI
per aprire la meditazione sulla PENTECOSTE di p.G Paparone o.p.


 

PREMI QUI
per aprire la meditazione sulla EUCARISTIA di p.G Paparone o.p.