Costruiamo la città di Dio

 


 
Carissimi fratelli in Cristo,
 
il cammino del cristiano è la costruzione della città di Dio, di cui gli apostoli sono le fondamenta.
 
Essi ci hanno lasciato l’esempio di come incamminarci verso di essa; dobbiamo lavorare in questo mondo per costruire questa città, iniziando a cambiare il nostro cuore, che è il luogo dove Dio regna.
 

Autore

Fra Giuseppe

2 CommentiAggiungi un commento

  1. Sia Lodato Gesù Cristo!
    E Maria Immacolata!
     
    Egregio padre Paparone,
     
    lei menziona il fatto che gli Apostoli sono le fondamenta della Città di Dio e mi sono chiesto dove l’avevo già sentita, quest’espressione.
    E ho ri-scoperto che degli Apostoli come fondamento di ciò che viene costruito ne parla l’ex fariseo caduto da cavallo, il mio amatissimo San Paolo, nella sua Lettera agli Efesini:
    [19]Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, [20]edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. [21]In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; [22]in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito.
    (Ef 2,19-22)
     
    Il “voi” a cui San Paolo si riferisce sono i pagani per nascita e che, altresì, un tempo erano “i lontani”:
    [11]Perciò ricordatevi che un tempo voi, pagani per nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi perché tali sono nella carne per mano di uomo, [12]ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio in questo mondo. [13]Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo. (Ef 2,11-13)
     
    E deve far riflettere il fatto che San Paolo usi per coloro che erano esclusi dalla cittadinanza d’Israele la medesima parola (“lontani”) che usa per se stesso, che pure per nascita è un giudeo appartenente alla tribù di Beniamino.
     
    E la usa nella sua prima Lettera a Timoteo dove dice di sé che egli era un persecutore, un bestemmiatore e un violento pur avendo un cuore puro ed una buona coscienza: proprio perché “lontano dalla Fede”; ossia “lontano” dalla Fede di Abramo che era un Cristiano, quindi un Cattolico, prima ancora che S’incarnasse sulla Terra Colui che è prima che Abramo fosse.
    Quindi, erano “i lontani” coloro che, pagani di nascita, erano senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio in questo mondo.
    Ed erano altresì “lontani” coloro che, pur essendo ebrei di nascita, NON avevano una fede sincera, poiché quantomeno adulterata da tradizioni umane.
    E che arrivavano finanche ad essere bestemmiatori, persecutori e violenti, nonostante il loro cuore puro e la loro buona coscienza…
    e i farisei “sepolcri imbiancati” non avevano né l’uno e né l’altra…
    proprio a causa del fatto che gli era stata trasmessa NON la Fede di Abramo bensì una fede fondata su tradizioni umane e raccogliticcie qual’era la fede farisaica.
    Infatti, senza una fede sincera nessuno può essere sorgente di Carità: la quale, come ci dice ispiratamente San Paolo nella prima Lettera a Timoteo, sgorga da un cuore puro, una buona coscienza e una fede sincera.
     
    Ora, abbiamo ascoltato che vi sono anche pagani per nascita e che un tempo erano “i lontani” tra coloro che divengono concittadini dei Santi e familiari di Dio, e quindi “materiale di costruzione” della Sua Città e che quindi sono “edificati” ossia “costruiti”… come “pietre vive”… sopra il fondamento degli Apostoli e dei Profeti, e avendo come Pietra Angolare lo stesso Cristo Gesù. In Lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere Tempio Santo nel Signore: e infatti il Tempio di Dio è il nostro stesso corpo. E in Lui anche coloro che sono pagani per nascita e che un tempo erano “i lontani” sono edificati assieme con “gli altri” per diventare Dimora di Dio per mezzo dello Spirito Santo.
     
    E allora…
     
    dopo averla ringraziata per essere stato inconsapevole strumento del ri-ascolto della Parola di Dio ispirata al mio amatissimo ex fariseo caduto da cavallo e della ri-contemplazione del mistero cui egli esplicitamente si riferisce nei primi tredici versetti del terzo capitolo di Efesini …
     
    le chiedo, egregio padre Paparone: perché nella sua riflessione ha menzionato solo gli Apostoli, come fondamento, e non ha menzionato i Profeti?
    Visto che in Ef 2,20 San Paolo afferma esplicitamente che il fondamento è costituito sia dagli Apostoli che dai Profeti?
    E visto che poco più avanti, nel quarto capitolo della medesima Lettera, San Paolo altrettanto ispiratamente afferma la distinzione tra Apostoli e Profeti e non solo?
    [11]E’ lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, [12]per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, [13]finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.
    (Ef 4,11-13)
     
    Grazie in anticipo per la sua risposta
     
    +Christus Vincit+
     
    Fabio Massimo,
    figlio di Dio,
    Cattolico Apostolico Romano

    Scritto da Fabio Massimo 30/03/2017 alle 08:39 Rispondi
    • Il Teologo risponde

      Carissimo Signor Massimo,
       
      non solo i profeti ma tutti i credenti contribuiscono alla fondazione della Chiesa e alla sua crescita: pensi ad esempio al martirio di Stefano, alla predicazione di Filippo, al sangue dei martiri… .
       
      Gli apostoli sono definiti le colonne e le fondamenta della nuova città di Dio e sostituiscono le dodici tribù di Israele.
       
      Questo è stato stabilito da Gesù il quale dopo aver chiamato a se i suoi discepoli ne istituì dodici. Questi hanno il compito di garantire la trasmissione fedele degli insegnamenti di Gesù, come ricorda San Pietro quando assieme agli altri dieci decidono di ricostituire il “collegio apostolico” con Mattia (Atti 1,15-26).
       
      Anche il grande apostolo delle genti, San Paolo, ha sentito il bisogno di salire a Gerusalemme per verificare con gli “apostoli” se la dottrina che insegnava era corretta.
       
      In senso ampio, comunque, per noi, i vescovi sono i successori degli apostoli.
       
      Dio la benedica,
       
      fra Giuseppe

      Scritto da Il Teologo risponde 30/03/2017 alle 12:38 Rispondi

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