Chi veramente guida la mia vita?

 


Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
 
Leggendo il Vangelo, scopriamo che gli apostoli hanno avuto bisogno di un insegnamento e di una comprensione particolare di alcune cose, ma hanno avuto bisogno soprattutto dello Spirito Santo.
 
Senza lo Spirito non possiamo fare nulla, ma è bene anche avere le idee chiare su cosa chiedergli e come farci aiutare da Lui.
Infatti, magari vuole portarci in una direzione e noi, senza rendercene conto, tiriamo da un’altra parte…
 
Il passaggio spirituale che ognuno di noi deve fare è quello che San Paolo dice nelle sue lettere, specialmente ai Corinti e ai Galati: siete ancora carnali, avete desideri contrari allo Spirito.
Attenzione a non cadere in un facile e “comodo” fraintendimento: la carnalità, secondo San Paolo, non è associata necessariamente a cose materiali.
Così come c’è un processo naturale di crescita biologica – prima si è bambini, poi adolescenti, poi giovani, poi adulti – così avviene anche per lo sviluppo psicologico e affettivo.
Il passaggio che dobbiamo fare noi è, allora, quello di capire che la nostra fede deve entrare nelle nostre strutture psichiche; non possiamo accontentarci di dire “io sono fatto così”, “è il mio carattere”, “è la mia natura”, perché Dio vuole proprio trasformare la nostra natura! Egli vuole farci diventare figli di Dio, donarci dei dinamismi nuovi che implicano la presa di coscienza dei nostri limiti e l’offerta di questi a Lui perché li possa cambiare.
 
Si tratta, dunque, di mettere mano ad alcuni atteggiamenti spontanei che abbiamo, che sono ingovernabili e che, però, diventano governabili nella misura in cui cresciamo nell’amore, nell’umiltà, nell’accettazione degli altri.
Questo lavoro è un’opera “positiva”, non “negativa”; ossia, non di repressione, di rifiuto, ma un lavoro che porti a prospettive diverse.
Per realizzare questo progetto, però, occorre che tali desideri scaturiscano non solamente dalla nostra volontà deliberata, ma dal cuore; perché è dal cuore che siamo guidati, da quell’insieme di sentimenti, abitudini, emozioni, complessi, ferite, esperienze vissute.
Non è facile mettere mano a queste cose, ma è il guado che tutti noi dobbiamo attraversare per entrare nella Vita vera…
 
Per aiutarvi a comprendere meglio, cerco di esemplificare: è come se avessimo due personalità, quella cosciente, consapevole, che vuole a livello ideale e quella della cruda realtà, che ci governa.
Per agire su quest’ultima occorre chiedere al Signore un grandissimo aiuto perché solo Lui può modificare queste strutture; anche noi, però, dobbiamo fare la nostra parte: volerlo, desiderarlo, fare un esame di coscienza profondo e chiederci con sincerità e senza paura della risposta: chi veramente guida la mia vita?
 
A livello consapevole è Dio che guida la nostra vita.
 
Però, in tanti momenti della nostra giornata, soprattutto nelle relazioni con gli altri, sono i nostri dinamismi psichici che guidano la nostra vita; siamo ancora impastati di passionalità, di carne.
È normale, è la verità della nostra esistenza, nasciamo così.
 
Ma, da adulti dobbiamo prendere una decisione, scegliere tra le due alternative che abbiamo di fronte:
o viviamo tutta la vita così (facciamo bene tutte le nostre cose vivendo da uomini prettamente naturali),
oppure proviamo a riconoscere la bestia che c’è in noi e vediamo se riusciamo a domarla.
Non, però, con uno sforzo volontaristico, che sarebbe battaglia persa in partenza.
Dobbiamo, invece, prendere umilmente coscienza della realtà negativa che ci abita e, nel dialogo con il Signore e nelle nostre dinamiche relazionali, far sì che la bestia sia domata, per diventare finalmente persone libere rivestite della dignità che Dio ci ha donato.
 
fra Giuseppe Paparone o.p.