BELLEZZA
E
LIMITI

DELLE PAROLE

 

Tutti noi siamo stati emotivamente travolti dalla bellezza delle parole poetiche, tutti abbiamo apprezzato le verità che i nostri insegnanti ci hanno illustrato e fra noi molti sono stati letteralmente catturati dalle parole del vangelo. Purtroppo, però, le parole si prestano a fraintendimenti e, quando sono usate ad arte per persuadere, mirano ad attirare l’ascoltatore per indurlo ad aderire alle proprie idee.
 
I mezzi di comunicazione di massa, nel loro fondamentale compito di informarci sugli accadimenti del mondo, possono a volte, anche senza volerlo, fornire informazioni ambigue che si prestano per questo ad equivoci.
 
Ho fatto questa premessa perché sono stato colpito da un’espressione riportata in una intervista fatta al Cardinale Kasper alla vigilia del Sinodo sulla famiglia.

Scrive l’intervistatore: «Fra l’altro l’Eucaristia non è per i perfetti. Quando celebriamo la Messa, preghiamo “per la remissione dei peccati”. L’Eucaristia è per i peccatori. Gesù stesso condannava il peccato, ma giustificava i peccatori.
Il fine della misericordia è la salvezza delle anime, occorre non dimenticarlo mai».
 
Espressioni forti, che veicolano un contenuto vero, ma che possono prestarsi a vistosi equivoci e fraintendimenti.
 
Per essere sintetici, mi limito ad alcune osservazioni:

  • Il cuore del vangelo è la misericordia di Dio per i peccatori.
    Gesù non giudica e non condanna a priori nessuno, ma offre a tutti la salvezza. La salvezza, però, coincide con il riconoscersi peccatori, l’accogliere il perdono di Dio e l’allontanarsi dal peccato.
     
    Che cosa vuol dire “Giustificare i peccatori”?
     
    Può voler dire, secondo un’accezione generalizzata: “Gesù comprendeva la loro debolezza”, oppure secondo un’interpretazione teologicamente corretta: “Gesù li rendeva giusti”. giustificare nella Scrittura significa rendere santo.
    La giustificazione è il processo della salvezza.
     
    È, dunque, questo che ha capito il giornalista?
    Che cosa comprenderanno i lettori?
  • L’Eucaristia è per i peccatori“.
    Certamente, siamo tutti peccatori in cammino, e Gesù è morto per i peccatori. Ma, l’Eucaristia inizia con un atto penitenziale in cui si riconosce il proprio peccato e si invoca il perdono. Chi è in peccato mortale non può fare la comunione.
  • Per la remissione dei peccati esiste un Sacramento specifico che è quello della Riconciliazione.Visualizza
     
    Concludendo, sarebbe stato sicuramente più intellegibile scrivere che l’Eucaristia è per i peccatori pentiti.

E qui arriviamo al nodo del problema e all’oggetto dell’intervista.
 
Il cristiano risposato con alle spalle un sacramento valido in che modo vive o può vivere questo pentimento?
Il pentimento e l’assoluzione esigono l’allontanamento dalla “situazione di peccato”. Ma come può essere vissuta questa “situazione” dal separato risposato?
 
Non è possibile formulare una regola valida per tutti. Solo un sacerdote, che accompagna e conosce molto bene il fedele che desidera sinceramente accostarsi all’Eucaristia, potrà consigliare il giusto cammino da seguire.
 
Preghiamo lo Spirito Santo, che illumini i Vescovi affinché, coniugando misericordia, verità e prudenza, possano sapientemente mostrare la via a quanti si trovino in circostanze di vita non ancora affrontate in modo esauriente dalla dottrina ufficiale.

 

fra Giuseppe Paparone o.p.