DOMENICA «DELL’OBOLO DELLA VEDOVA»
XXXII del Tempo per l’Anno B

 

Testo Lectio Divina

 

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TESTO DEL VANGELO
(Mc 12,38-44)

 


In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

 

RIFLESSIONE
a cura dei Padri Silvestrini su Mc 12,38-44 – 6-6-2015

 
I primi posti e la vera generosità
 
Avere i primi posti, indossare abiti sontuosi, sentirsi ammirati, riveriti e salutati da tutti, conferisce sempre una sensazione di grandezza, di potere e di superiorità. Per molti sono questi gli stalli e i troni su cui amano sedersi e sguazzare.
Guardare dall’alto il mondo che ci circonda ci fa credere di essere superiori agli altri e anche migliori degli altri.
 
Quando poniamo il nostro òbolo e siamo in grado di sventolare dinanzi a tutti l’entità della nostra cospicua offerta, affermiamo ancora il nostro censo e siamo certi di strappare l’ammirazione degli astanti, sperando che nessuno sappia dell’onesta o disonesta provenienza della nostra offerta.
 
Gli scribi ad esempio spesso divoravano le case dei poveri e delle vedove per così soddisfare l’obbligo delle suonanti offerte.
Ma anche noi nella preghiera… quando ci esprimiamo nelle nostre devozioni e crediamo di dare il nostro culto a Dio, possiamo illuderci di avere il plauso dei nostri ammiratori.
 
Ritorna alla nostra memoria la parabola del Fariseo e del pubblicano.
Tornano in mente le parole di Gesù: “Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.
Anche in merito alla preghiera egli ci da un sapiente insegnamento: “Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa”. Ecco allora che «questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.
Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».