«Stepchild angosciante, lo dico da adottata, che ha lottato e vinto sul diritto alle origini»

 
 
Gentile direttore,
 
sono la persona che con ostinata caparbietà è ricorsa alla Corte europea dei diritti dell’uomo per ottenere un diritto che mi era stato precluso, quello, essendo stata adottata, di conoscere le mie origini biologiche.
La Corte ha emesso sentenza favorevole il 25 settembre 2012 – sentenza ratificata dalla Corte costituzionale italiana il 18 novembre 2013.
Alla sentenza è seguita una proposta di legge per sancire le modalità di applicazione di tale diritto (la conoscenza delle proprie origini biologiche) passata alla Camera dei deputati e in attesa di approvazione al Senato della Repubblica.
 
Le espongo tutto ciò perché seguo con profonda angoscia l’iter parlamentare sull’adozione da parte delle coppie omosessuali, perché sono sicura che qualsiasi legge verrà varata, si troverà il modo di aggirarla al fine di ottenere maternità o paternità con metodi assolutamente anonimi, precludendo così ai bimbi e futuri adulti un’identità ben precisa.
 
Ho lottato per lunghi anni per spalancare una porta che sembrava definitivamente chiusa per me e per le tante persone che si trovavano nelle mie stesse condizioni, per veder vanificato tutto?
 
Vorrei confrontarmi con qualcuno degli esponenti di queste teorie create sulla pelle altrui, cariche di (falsi) buoni sentimenti che trattano l’argomento con il senso del diritto (proprio) e del conseguente possesso dei bambini-figli come oggetti, senza tenerne in conto dignità e personalità, come se si trattasse di giocattoli creati ad hoc per soddisfare le proprie pulsioni.
 
Non dico di più, perché non vorrei farmi prendere dai sentimenti che sto provando. Mi appello alla sua sensibilità, direttore, per continuare a condurre una battaglia eticamente e moralmente giusta, alla quale sono pronta a dare volentieri un apporto con le testimonianze della profonda sofferenza in cui potrebbero cadere questi “giocattoli” una volta diventati persone adulte. […]

 

da Avvenire

Clicca e leggi la continuazione dalla fonte