L’INFERNO ESISTE E I DIAVOLI SI FANNO I SELFIE

 

Hurs von Balthasar è un teologo svizzero, una figura importante la cui opera è continuo oggetto di studio.
Da anni egli è tuttavia anche al centro di un grosso equivoco.
Viene, infatti, citato spesso per aver affermato che sì, l’inferno esiste, ma è vuoto perché la misericordia di Dio non può permettere la dannazione eterna; questa la ovvia conclusione.
 
In realtà, il teologo non intendeva questo e nella sua vita ha speso molte energie, e con lui altri colleghi, per chiarire la cosa.
 
Ovviamente non intendo affrontare questo discorso; non ho mai letto cose che non capisco e che lascio volentieri agli studiosi.
 
Che, però, esista una dimensione spirituale infernale lo dicono la Bibbia, il Magistero della Chiesa e, da Paolo VI in avanti, tutti i papi ci mettono in guardia continuamente contro il maligno.
 
Non ultimo, per chi ci vuole credere, praticamente tutte le apparizioni mariane e le rivelazioni a tanti mistici testimoniano questa realtà.

 
Il mondo non ne parla, purtroppo non ne parlano più molto neanche tanti sacerdoti, è raro ascoltare omelie in merito, mentre nel pensiero collettivo si preferisce glissare e negare una verità indubbiamente molesta.
 
Scrivo queste parole sull’onda delle notizie tremende che arrivano oramai quotidianamente da ogni parte del mondo e che riportano solo male e violenza.
Un male che colpisce nel macro, come gli attentati e le guerre, e nel micro, nelle nostre città, nelle nostre case…
Un male quello domestico, cittadino, che disorienta per le tante modalità in cui si esprime.
Leggiamo di persone inermi vessate nelle case di riposo, di irrisione alle salme di defunti, di botte a disabili, a bambini negli asili, alle donne…
 
E quello che aggiunge orrore all’orrore è il fatto che spesso questi carnefici si fotografano, si filmano, si postano sui social network.
 
Ebbene, chi sono queste persone, se non demoni incarnati?

 
Attenzione, non parlo di posseduti da esorcizzare, ma di persone che vivono una vita normale per poi compiere nefandezze che evidentemente le gratificano e danno loro gioia.
 
E chi è il demone se non un essere che vive l’inferno e ne dà testimonianza?
 
Il male che è dentro di noi e di cui parla con autorevolezza spirituale in questo blog padre Giuseppe Paparone, (Strage di Nizza – La domanda di fondo:
qual è la radice malvagia che alimenta l’agire?), il male banale come lo definisce Hannah Arendt, è espressione reale di quell’inferno che l’uomo si è creato fin dall’inizio della creazione.
 
Se lo vivi in terra, se te lo costruisci giorno per giorno, come puoi pensare di non ritrovarlo nell’aldilà?
Dio ci lascia fare, soffre per questo, ma alla fine non può che arrendersi alle nostre scelte.
 
Quindi, per tornare alla domanda iniziale, l’inferno è vuoto?
 
Io non lo so.
 
Posso solo sperare, evangelicamente, che tante persone che hanno fatto manifestamente del male, e mi ci metto per primo, arrivino a prendere coscienza non solo di quello che hanno fatto, ma soprattutto che esiste una prospettiva esistenziale ben diversa.
 
In questo, ognuno di noi può giocare un ruolo che può essere decisivo per una scelta di vita.
 
Come una persona che conosco e che recentemente, facendo volontariato nelle docce che Papa Francesco ha voluto in Vaticano per i senzatetto, ha accolto con amore una persona disperata che le ha confessato di avere perduto la fede aprendole così una prospettiva di speranza.
 
O, come ci insegna magistralmente il Manzoni nei Promessi Sposi, fare come il cardinale Federigo che, accogliendo tra le sue braccia un pluriassassino che in una notte tragica ha realizzato l’inferno che lo abitava, gli ha fatto prendere coscienza di avere anche, dentro di lui, un Padre che si è tanto agitato nel suo cuore da farlo finalmente crollare esausto ai piedi della Sua misericordia, davanti alle porte del Paradiso.
 
Giulio Fezzardini