UN TERREMOTO SI PUÒ CONSIDERARE UN CASTIGO DI DIO?


“In occasione del terremoto Enzo Bianchi rispolvera una nota eresia”

 
 

Un terremoto si può considerare un castigo di Dio?
 
Non certamente come castigo dei peccati commessi dalle vittime, ma come conseguenza del peccato originale, come è la sofferenza; e a queste conseguenze nessuno sfugge : persino Cristo e la Madonna, infatti, benché esenti dal peccato originale e dalle sue conseguenze, furono soggetti alla sofferenza.
 
Dio castiga e usa misericordia (Tb 23,2)
 
In Avvenire del 27 agosto scorso [vedere QUI] Enzo Bianchi ha pubblicato alcune sue riflessioni sul recente terremoto, e pensando di consolare gli afflitti e di dare una risposta illuminante al perchè Dio ha permesso una tale sciagura, rispolvera la ben nota eresia, secondo la quale «Dio non castiga», falsità contraria alla sana ragione, alla Sacra Scrittura, al Magistero della Chiesa e all’insegnamento di tutti i Santi; ma, secondo lui, Dio è sempre e solo «misericordioso» con tutti e porta tutti, credenti e non credenti, in paradiso. Un’asserzione dolciastra del genere, gravissima sulle labbra di chi dovrebbe essere un uomo di Dio, toglie agli sventurati quell’impareggiabile conforto che viene dalla nostra fede, aggiunge amarezza ad amarezza, lasciandoli nell’angoscia, e spinge a bestemmiare un Dio che sarebbe «buono» nel mandare i terremoti.
 
Cerchiamo di rimediare alla “droga tagliata male” spacciata da Bianchi proponendo il vero insegnamento evangelico, e supponendo nel lettore la disponibilità all’ascolto della Parola di Dio.
 
Il mistero cristiano non esclude la ragione, ed è meglio una medicina amara che una bevanda dolce ma avvelenata. Diciamo allora innanzitutto che Bianchi si dimentica che la misericordia solleva dalla sofferenza o la impedisce ; si dimentica altresì che, in linea di principio, la sofferenza è la pena del peccato.
E quindi la sofferenza non dipende dalla misericordia, ma dalla giustizia. Sicché, chiamare «misericordioso» uno che mi maltratta, è una presa in giro.
 
Dunque, quando Dio permette le sciagure, non dimostra immediatamente la sua misericordia, ma la sua giustizia.
È assurdo e derisorio tentare di spiegare la sofferenza con la sola misericordia trascurando la giustizia. Questo non vuol dire che quando mi capita una disgrazia, ciò sia sempre la punizione divina per un peccato che ho commesso. Ciò può essere in certi casi; ma non è detto che sia sempre così. Infatti, in realtà, in questa vita accade che ci siano dei malfattori di professione che la fanno franca e degli innocenti senza colpa alcuna che sono colpiti da sventure…
p. Giovanni Cavalcoli o.p.

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2 CommentiAggiungi un commento

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    Caro Padre, ma se chiamare “misericordioso uno che mi maltratta” è una presa in giro (come sostiene Lei), anche chiamare “giusto” uno che non distingue fra meritevole ed innocente è una presa in giro. Non riesco a capire perché chiamare “misericordioso” il nostro Dio gli farebbe un torto maggiore che chiamarlo “giusto” visto che anche il secondo attributo si manifesta in maniera largamente imperfetta. E il richiamo al peccato originale, che diventa necessario per dare una spiegazione della apparente “ingiustizia” di Dio, sembra proprio un artificio capzioso ex post.
    D’altra parte, nell’unica occasione (a mia conoscenza) in Gesù si è espresso sull’argomento – il caso dei diciannove morti nel crollo della torre di Siloe – Egli ha negato recisamente un nesso fra peccato e crollo. Non ha neppure accennato alla possibilità che quel disastro fosse mandato dal Padre. Grazie se mi vorrà rispondere

    Scritto da Daniele Gui 05/11/2016 alle 13:11 Rispondi
  2. Amministratore

    PUBBLICHIAMO LA DICHIARAZIONE PUBBLICATA SUL SITO DEI FRATI DOMENICANI DELL’ITALIA SETTENTRIONALE in merito all’intervista rilasciata da p. Cavalcoli a Radio Maria in questi giorni sullo stesso tema.

    “CON DIO VICINI ALLE VITTIME DEL TERREMOTO
    In merito alle dichiarazioni rilasciate da fr. Giovanni Cavalcoli in un programma dell’emittente Radio Maria, relativamente al terremoto nelle regioni dell’Italia centrale, ritenuto una punizione divina per i peccati dell’umanità, noi frati della Provincia San Domenico in Italia dell’Ordine dei Predicatori convintamente e con forza manifestiamo la nostra totale disapprovazione. Nonostante la distanza che ci separa da queste dichiarazioni sconclusionate, ci sentiamo in dovere di chiedere scusa a tutti coloro che si sono sentiti feriti e offesi. Intendiamo assicurare una volta di più la nostra vicinanza umana, il nostro aiuto materiale e la nostra fervente preghiera a tutte le vittime di questa immane tragedia.”
    Fonte: http://www.domenicani.it

    Scritto da Amministratore 06/11/2016 alle 00:17 Rispondi

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