ENURESI NOTTURNA DEL BAMBINO
CHE FARE?

 

Cari genitori,
 
a richiesta di alcuni papà e mamme, oggi vi parlo di un problema diffuso che spesso disorienta l’assetto familiare: si tratta della enuresi notturna o come meglio si conosce  “la pipì di notte”.
Il bambino che aveva raggiunto il controllo sfinterico (cioè a dire era stato capace intorno ai due anni, con ampia variabilità, di togliere il pannolino, all’improvviso si fa la pipì addosso mentre dorme durante la notte.
 
Cos’è successo e cos’è l’enuresi notturna? 
 
È la perdita involontaria di urina nel corso della notte in bambini che prima non avevano questo disturbo e si erano abituati ad un controllo ottimale.
Si verifica dopo i 3 anni circa ed è più frequente nei maschi.
 
Ripeto che ciò accade improvvisamente ed il bambino, che prima aveva conquistato la capacità di trattenersi, ricomincia con una frequenza variabile a bagnarsi e bagnare il letto.
 
Tutto ciò ovviamente sconvolge la famiglia sia per motivi pratici sia perché desta preoccupazione.
 
Vi dico subito che non dovete allarmarvi, ma dovete affrontare la patologia con razionalità.
 
La causa principale e’ di origine psicologica.
Ma attenzione! Perché vanno escluse le cause non psicologiche, assai più rare.
 
Ormai sapete quanto sia estremamente complesso il cervello del bambino; ne parlo da un po’ di tempo.
Le cause psicologiche sono molto diverse da bambino a bambino e possono essere semplici o complesse; ecco perché ogni enuresi notturna va trattata diversamente da bambino a bambino, personalizzando la cura.
 
A volte si tratta di turbamenti affettivi di varia natura:

  • rifiuto dell’asilo dopo una iniziale euforia,
  • litigi con un genitore od un nonno,
  • visione di un programma televisivo apparentemente normale ed innocuo come un cartone animato,
  • litigi con un amico,
  • incomprensioni con la scuola,
  • mortificazioni ricevute a scuola o in famiglia,
  • genitori che litigano davanti al bambino,
  • e così via, tenendo presente che la lista può essere molto lunga…

 

Spesso si trova una causa laddove meno ci si aspetta.
Ecco perché bisogna fare una accuratissima anamnesi, cioè la raccolta della storia, sia facendo parlare i genitori, entrambi, sia il bambino, sia i nonni, che mai vanno trascurati o sottovalutati perché spesso sono proprio i nonni a gestire il bambino.
Il bambino si può fare parlare direttamente, se collabora, ma anche con la tecnica del disegno o del gioco cosiddetti “proiettivi”.
 
A proposito dei cartoni animati: fate molta attenzione perché non sono innocui a volte, anche se sembrano tali per noi adulti.
Ripeto (e mi piace ripetermi per essere più incisivo): attenzione ai cartoni animati!
 
L’enuresi è espressione dunque di una immaturità del controllo della tenuta della vescica e ciò dimostra come ogni aspetto della vita del bambino sia miracolosamente complesso, se mi consentite il termine.
La prevalenza è variabile, ma si aggira intorno al 20% dei bambini e ha una durata anch’essa variabile.
 
La prima cosa da fare è, ripeto, non allarmarsi perché ciò può peggiorare la situazione.
 
Purtroppo, accade sovente il contrario perché alcuni genitori apprensivi agiscono in modo errato e fanno nascere un vero e proprio complesso nel bambino.
 
Mi fermo qui.
 
La seconda parte, la tratterò la prossima volta.
 
Sono a disposizione per rispondere a domande e approfondimenti, e vi invito a lasciare vostri commenti, note, domande in questo blog o telefonandomi o scrivendomi nella rubrica Accompagnamento personale che trovate nella Homepage o nella sezione Contatti del sito.
 
Cari saluti.
 
dr. Antonino Cumella
(Tel 3287062713)
 
 
 
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Chi è il dr. Cumella…
ENURESI NOTTURNA DEL BAMBINO: APPROFONDIAMO IL PROBLEMA… (2°articolo sul tema)
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