Il tuo desiderio è la tua preghiera

 

Dal «Commento sui salmi» – sant’Agostino, vescovo
(Sal 37, 13-14; CCL 38, 391-392)

 

Mi faceva urlare il gemito del mio cuore (cfr. Sal 37, 9).
C’è un gemito segreto del cuore che non è avvertito da alcuno.
Ma se il tormento di un desiderio afferra il cuore in modo che la sofferenza intima venga espressa e udita, allora ci si domanda quale ne sia la causa.
Chi ascolta dice fra sé: Forse geme per questo, forse gli è accaduto quest’altro.
Ma chi lo può capire se non colui ai cui occhi, alle cui orecchie si leva il gemito?
I gemiti, che gli uomini odono se qualcuno geme, sono per lo più i gemiti del corpo, ma non è percepito il gemito del cuore.
Chi dunque capiva perché urlava?
Aggiunge: Ogni mio desiderio sta davanti a te (cfr. Sal 37, 10).
Non davanti agli uomini che non possono percepire il cuore, ma davanti a te sta ogni mio desiderio.
Se il tuo desiderio è davanti a lui, il Padre, che vede nel segreto, lo esaudirà.
 
Il tuo desiderio è la tua preghiera: se continuo è il tuo desiderio, continua è pure la tua preghiera.
 
L’Apostolo infatti non a caso afferma: «Pregate incessantemente» (1 Ts 5, 17). S’intende forse che dobbiamo stare continuamente in ginocchio o prostrati o con le mani levate per obbedire al comando di pregare incessantemente?
 
Se intendiamo così il pregare, ritengo che non possiamo farlo senza interruzione.
Ma v’è un’altra preghiera, quella interiore, che è senza interruzione, ed è il desiderio. Qualunque cosa tu faccia, se desideri quel sabato (che è il riposo in Dio), non smetti mai di pregare.
Se non vuoi interrompere di pregare, non cessare di desiderare.
 
Il tuo desiderio è continuo, continua è la tua voce.
 
Tacerai, se smetterai di amare. Tacquero coloro dei quali fu detto: «Per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà» (Mt 24, 12).
La freddezza dell’amore è il silenzio del cuore, l’ardore dell’amore è il grido del cuore.
Se resta sempre vivo l’amore, tu gridi sempre; se gridi sempre, desideri sempre; se desideri, hai il pensiero volto alla pace.
 
«E davanti a te sta ogni mio desiderio» (Sal 37, 10).
Se sta davanti a Lui il desiderio, come può non essere davanti a Lui anche il gemito che è la voce del desiderio?
Perciò egli continua: «E il mio gemito a te non è nascosto» (Sal 37, 10), ma lo è a molti uomini.
Talora l’umile servo di Dio sembra dire: «E il mio gemito a te non è nascosto»; ma talora pare anche che egli rida: forse che allora quel desiderio è morto nel suo cuore?
Se c’è il desiderio, c’è pure il gemito: questo non sempre arriva alle orecchie degli uomini, ma non cessa di giungere alle orecchie di Dio.