ENURESI NOTTURNA DEL BAMBINO
APPROFONDIAMO IL PROBLEMA…

 

Cari genitori cari nonni,
 
Ecco a voi la seconda parte del tema dedicato all’enuresi che ricorderete è l’emissione involontaria di urine, soprattutto nelle ore notturne, in bambini che prima non avevano questo problema e controllavano perfettamente la vescica.
 
Abbiamo essenzialmente tre tipi di enuresi:
 

  • notturna, la più frequente in assoluto;
  • notturna e diurna, che è rara;
  • solo diurna, anch’essa rara.

 

In realtà per la maggior parte degli studiosi di questo disturbo, la vera enuresi è quella notturna, perché le altre due forme hanno cause diverse e, in certi casi, complesse.
Ma sapete come in campo medico vi sono spesso delle discussioni e delle teorie a volte non coincidenti.
 
Quali sono le cause?
 
Quelle psicologiche sono le principali.
 
Poi, vi sono cause legate all’assenza di una mancanza o riduzione di un ormone chiamato anti diuretico, che è prodotto sotto stimolo cerebrale in un’area chiamata ipotalamo- ipofisi.
 
Le cause psicologiche possono anche intersecarsi con quelle legate alla riduzione od assenza dell’ormone antidiuretico, creando non poche difficoltà di diagnosi e cura.
 
Vi sono anche cause solamente fisiologiche, cioè legate ad una eccessiva produzione di urine nella notte o ad una transitoria anomala funzione della vescica, e cause legate ad un ritardo della maturazione vescicale con anomale contrazioni.
 
Spesso vi è familiarità per enuresi notturna, cioè nella stessa famiglia altri membri ne hanno sofferto da bambini.
 
Come vedete non è proprio semplice fare diagnosi ed impostare una cura adeguata, ma indubbiamente va detto a chiare lettere che le cause psicologiche sono le più frequenti e di questo bisogna tener conto perché il cervello del bambino è un vero pianeta che assai spesso noi adulti non comprendiamo; a volte non ci riusciamo proprio, ma a volte non vogliamo farlo, anche inconsciamente.
 
Va tenuto presente che il bambino deve stare sotto osservazione discreta, e ripeto discreta e senza eccessiva medicalizzazione, per un lungo periodo perché, spesso, l’enuresi ha una evoluzione spontanea e si avvale delle semplici e ripetute visite rassicuranti del pediatra.
 
Insomma,  il bambino va curato prima di tutto con la … parola e con … il sorriso  del pediatra.
 
Va rassicurata la famiglia in toto, nonni compresi, e vanno evitate in modo tassativo le mortificazioni o, peggio, i paragoni con altri bambini che invece non presentano il disturbo.
 
Se l’enuresi persiste, va poi fatto un iter diagnostico che comprende degli esami che stabiliscano l’entità organica del problema.
 
Il ricorso all’ormone antidiuretico va stabilito con molta cura e così pure l’uso di antispastici.
 
In genere si segue orientativamente la regola di somministrarli qualora le notti bagnate siano più di tre a settimana.
 
Ma è solo un orientamento e non una regola.
 
Ricordiamoci sempre che ogni bambino è diverso dall’altro e quindi il trattamento ed ancor prima la diagnosi vanno personalizzate in modo da evitare errori: un approccio diagnostico terapeutico valido per un bambino può non esserlo per un altro.
 
Nel caso ci sia la quasi certezza di cause psicologiche, bisogna intervenire con molta delicatezza anche sull’assetto familiare per ridurre ogni possibile causa di stress.
 
Così pure bisogna intervenire sulla scuola che spesso è rifiutata o poco accettata dal bambino.
 
Non ultimo va tenuto conto della possibile regolazione dell’assetto sociale cioè dei rapporti con i coetanei e gli altri adulti che hanno a che fare col bambino.
 
Dunque, bisogna lavorare bene, ma con estrema delicatezza, perché il bambino, se pressato eccessivamente dal punto di vista medico, può reagire male e complicare le cose.
 
Sono a disposizione per rispondere a domande e approfondimenti, e vi invito a lasciare vostri commenti, note, domande in questo blog o telefonandomi o scrivendomi nella rubrica Accompagnamento personale che trovate nella Homepage o nella sezione Contatti del sito.
 
Cari saluti.
 
dr. Antonino Cumella
(Tel 3287062713)
 
 
 
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Chi è il dr. Cumella…
ENURESI NOTTURNA DEL BAMBINO – CHE FARE? (1° articolo sul tema)
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