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INTRODUZIONE

 
Cari amici,

tutti noi sappiamo quanto ci piacerebbe avere delle certezze: certezze sul lavoro, certezze sulla stima degli altri, certezze riguardo al significato della vita,
 
certezze riguardo a Dio, all’origine del mondo,
 
certezze su cosa ci attende dopo la morte, SOPRATTUTTO.
 
Infatti, come possiamo costruire in modo stabile la nostra “casa” sulle dune o peggio ancora sulle sabbie mobili?
 
Se però vogliamo essere veramente sinceri con noi stessi, dobbiamo riconoscere quanto poche siano le cose veramente sicure in questa vita, quanto poche siano le cose di cui noi siamo certi senza ondeggiamenti, senza perplessità, senza sbandamenti o ripensamenti.
 
Un po’ tutti abbiamo fatto l’esperienza della fatica del procedere a tentoni, con la speranza nel cuore di non ingannarci e di non essere ingannati.
 
Ebbene, io vi dico che è possibile arrivare a conquistare queste certezze,
 
perlomeno, possiamo arrivare alle certezze riguardo alla verità fondamentali della nostra vita, al significato della nostra esistenza.
 
Gesù è venuto, infatti, nel mondo per donarci tutte quelle certezze di cui abbiamo assoluto bisogno per vivere senza paura e senza affanni, sicuri e sereni, in pace con noi stessi e con gli altri.
 
Magari, in questo momento dubitate, ma se avrete un po’ di pazienza,  se vorrete dedicare una decina di minuti alla settimana ad ascoltare il Vangelo di San Giovanni,  
 
forse potrete raggiungere anche voi questo straordinario traguardo, perché il significato della vita e della morte di Gesù è stato quello di donarci la verità e la vita e insegnarci a camminare sicuri in questo mondo.
 
Con la Comunità Abbà ci proponiamo di offrirvi una breve pausa; uno stacco dagli affanni e dalle preoccupazioni del mondo, dieci minuti di “spazio” per ascoltare il racconto del vangelo di Gesù Cristo che San Giovanni ci ha donato, assieme a un breve commento.
 
Un commento semplice ma, spero, profondo e pratico che avrà come obbiettivo quello di collegare la nostra vita reale, quella di tutti i giorni, all’insegnamento che Gesù è venuto a portarci per ricondurci alla casa del Padre.
 
 

PRIMA MEDITAZIONE: il Prologo (1,1-18)

 
 
Iniziamo, leggendo il prologo di san Giovanni apostolo:
 
[1,1] In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e Dio era il Verbo.
 
[2]  Questi era in principio presso Dio.
 
[3] Tutto per mezzo di lui fu fatto e senza di lui non fu fatto nulla di ciò che è      stato fatto.
 
[4] In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
 
[5] E la luce nelle tenebre brilla e le tenebre non la compresero.
 
[6] Ci fu un uomo mandato da Dio; il suo nome era Giovanni.
 
[7] Questi venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui.
 
[8] Non era lui la luce, ma per rendere testimonianza alla luce.
 
[9] Era la luce vera, che illumina ogni uomo, quella che veniva nel mondo.
 
[10] Era nel mondo e il mondo fu fatto per mezzo di lui e il mondo non lo riconobbe.
 
[11] Venne nella sua proprietà e i suoi non lo accolsero.
 
[12] A quanti però lo accolsero diede il potere di divenire figli di Dio, a coloro che credono nel suo nome,
 
[13] i quali non da sangue né da volontà di carne né da volontà di uomo ma da Dio furono generati.
 
[14] E il Verbo si fece carne e dimorò fra noi e abbiamo visto la sua gloria, gloria come di Unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.
 
[15] Giovanni rende testimonianza a lui e proclama: «Questi era colui di cui dissi: “Colui che viene dopo di me ebbe la precedenza davanti a me, perché era prima di me”».
 
[16] Della sua pienezza infatti noi tutti ricevemmo (e) grazia su grazia;
 
[17] poiché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità divennero realtà per mezzo di Gesù Cristo.
 
[18] Dio nessuno l’ ha visto mai. L’Unigenito Dio, che è nel seno del Padre, egli lo ha rivelato. 
 
 
Come abbiamo percepito,  è un brano intenso, molto profondo, un testo “lirico”, che compendia il contenuto di tutti gli insegnamenti che il vangelo poi espliciterà in dettaglio attraverso la vita e l’insegnamento del Verbo incarnato, Gesù di Nazareth.
 
Ci limitiamo a riflettere solo su due temi necessari e che costituiscono il fondamento, le colonne portanti di tutto il resto:

         –    il dono della filiazione divina


         –    il dono della conoscenza del PADRE

 

Il primo tema si trova nei versetti 12 e 13:

[12] A quanti lo accolsero diede il potere di divenire figli di Dio, a coloro che credono nel suo nome,

[13] i quali non da sangue né da volontà di carne né da volontà di uomo ma da Dio furono generati

il secondo nel versetto conclusivo:

[18] Dio nessuno l’ ha visto mai. L’ Unigenito Dio, che è nel seno del Padre, egli lo ha rivelato.

 

Cominciamo da quest’ultimo, perché è il fondamento di tutto:

[18] Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.

In queste poche parole sono contenute due verità fondamentali che, se comprese, possono cambiare in positivo la vita in di ogni persona.

[18] Dio nessuno l’ha mai visto

 
Tutti gli uomini sanno per esperienza di non vedere Dio, di non conoscerlo direttamente.
 
Molti filosofi hanno utilizzato la loro intelligenza per spiegarci non solo che Dio non è conoscibile, ma che non si può nemmeno sapere se esista veramente.
 
Tutti gli atei sono convinti che Dio è una proiezione umana, è solo il risultato di un nostro bisogno!
 
Questo Dio che non si può vedere con i nostri occhi fisici, né con la nostra intelligenza naturale, per mezzo di Gesù di Nazareth, il figlio di Maria diventa conoscibile, sperimentabile, in qualche modo comprensibile.
 
La fede in Gesù, carissimi, se lo vogliamo, ci dona la possibilità di accedere a un piano conoscitivo che supera la capacità naturale della nostra intelligenza e ci mette in contatto diretto con Dio, perché Gesù non è solo il figlio di Maria, ma è anche il figlio di Dio il Verbo Eterno di cui si parla all’inizio del prologo.
 
Con la fede acquistiamo dunque una prima certezza, quella fondamentale, quella che può stabilizzare la nostra vita perché le dona la Verità.

Dio non solo esiste, ma è anche conoscibile, ogni uomo può conoscerlo!

Non occorre essere filosofi, scienziati, pensatori raffinati…
 
OCCORRE SEMPLICITÀ!
 
Ogni semplice uomo, ogni uomo disponibile, con la fede sa tutto quello che è necessario sapere per la propria vita riguardo a Dio;
 
è meglio di tutti i sapienti di questo mondo.
 
Possiamo camminare sicuri nel mondo: sappiamo di non essere il frutto del caso, del caos, sappiamo di essere stati pensati e voluti.
 
C’è qualcuno che ci ha creati e, quindi, sa chi siamo e di cosa abbiamo bisogno.
 
La vita ha un significato,
 
ha un inizio e avrà una fine ben precisa.
 
Il primo significato della fede
 
è  avere molto chiara questa prima verità, accoglierla e aderire ad essa:

noi non sappiamo niente di Dio

MA DIO STESSO

ha voluto e vuole vuole farsi conoscere da noi,

DA OGNUNO DI NOI.

 
 
Dio vuole farci conoscere tutto quello che è necessario per vivere in modo utile, significativo e risolutivo in questa vita.
 
Accogliendo questo dono possiamo avere accesso al suo mondo, a un’altra dimensione, possiamo fare una esperienza che altrimenti sarebbe irraggiungibile.
 
È per questo motivo che la fede è anche difficile e crea dei problemi e delle difficoltà a tutti noi;
 
perché ci spinge ad auto-trascenderci, ad andare oltre noi stessi,
 
a superare i nostri limiti,
 
a spingerci oltre l’immediato e incamminarci su un sentiero in parte sconosciuto,
 
un sentiero che però possiamo percorrere fidandoci di Dio, delle sue parole, dei suoi consigli.
 
Ognuno può meditare su questa prima verità, può riflettere su quanto detto.
 
Se è una persona “in ricerca”, può constatare che davvero non conosce Dio ma che se vuole, potrebbe conoscerlo.
 
Se è una persona di fede, potrà ringraziare Dio perché ha voluto farci conoscere il suo volto, ha voluto compiacersi nel manifestarci la sua immagine terrena.

 

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