Il silenzio è la tua lode…

 

Ad un certo punto del cammino spirituale ci si sente assaliti dal un gran bisogno di silenzio.  
Sembra quasi di non sapere più che dire.
 
Il parlare quasi stanca….
 
Si desidera tacere e, se questo silenzio è interrotto senza reale necessità, ci si sente come fuori da se stessi … pesci fuor d’acqua.
 
Si procede e si sperimenta che il silenzio è la migliore disposizione al raccoglimento e alla preghiera, la condizione essenziale per stare davanti a Dio e a se stessi, nella verità.
 
L’esperienza poi dimostra che, quando le nostre parole sono eccessive, queste si logorano sulle nostre labbra e nel nostro cuore lasciando un amaro e negativo senso di vuoto.
 
San Bernardo dice: “Il silenzio è nostro custode e la nostra forza risiede in lui; il silenzio è il fondamento della vita spirituale, per mezzo di esso si acquisisce la giustizia e la virtù: parlate poco con gli uomini e sperate molto in Dio”.
 
Ma il silenzio non è solo privazione della propria parola ma prima di tutto è distacco dalla propria volontà e dal proprio modo di percepire le cose, deserto fatto in noi stessi, per fare spazio alla Parola di Dio e farla risuonare in noi … è un fatto interiore…; è vuoto e – tante volte – anche contraddizione aridità, ma primo e continuo passo verso l’incontro con Dio.
 
Ha il fascino e la nostalgia dell’ineffabile ma è esperienza quotidiana di negazione di sé, di rinnegamento evangelico, di seme che marcisce e muore… dono che la vita in monastero continuamente offre e… lavoro operato in noi dall’azione dello Spirito.
 
È un esercizio ininterrotto che abilita- poco a poco- a un nuovo modo di “stare” nelle cose, perché accresce la capacità di confidare in Dio e di non perdere la pace anche nelle situazioni più difficili….
da Monastero Janua Coeli

 

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