QUINDICESIMA MEDITAZIONE

 

Con questa meditazione continua il ciclo di riflessioni spirituali sul vangelo di san Giovanni, tenute da padre Giuseppe Paparone alla Comunità Abbà e a tutti coloro che accolgono il suo invito a vivere insieme una volta al mese uno spazio di preghiera, crescita nella fede, riflessione personale e condivisione.

 
 

TESTO DEL VANGELO (Gv 8,31-36)

[1] «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante.
[2]Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
[3]Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori.
[4]E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce.
[5]Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
[6]Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
[7]Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. [8]Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. [9]Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
[10]Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.
[11]Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.
[12]Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; [13]perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
[14]Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, [15]così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.
[16]E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
[17]Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo.
[18]Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

 

Meditazione 15 su Gv 10,10
Giornata di spiritualità con la Comunità Abbà

Testo sintetico della Meditazione 15

 

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