La fine del cristianesimo

 

Li abbiamo persi semmai siano mai stati nostri.
 
Ė inutile girarci intono: gli Italiani non sono più cristiani, tantomeno cattolici.
 
Se qualche volta ricordi loro il Vangelo e che non c’è, non ci dovrebbe essere, differenza tra fede professata e vita vissuta, ti tacciano per uno del Pd, per uno squadrista comunista.
 
Inutile ribadire che destra o sinistra, per chi ha scelto il Maestro di Galilea, sono luoghi geografici.
 
Il centro, l’unico centro irrinunciabile di interesse del credente è Dio, è l’uomo a sua immagine, tutto l’uomo, tutti gli uomini, nessuno escluso, ognuno di loro, dovunque vivano, da qualsiasi parte provengano, senza distinzione di razza, di sesso, religione, ceto, cultura, tutti fratelli d’amare.
 
È colpa nostra, della Chiesa, di noi preti se li abbiamo persi, illusi che con qualche processione o litania avremmo potuto tenerli buoni, ammansirli con la paura dell’inferno, con la promessa di qualche miracolo.
 
Abbiamo dimenticato di ricordare a chi chiedeva i sacramenti che è il Vangelo che salva, la sua verità che cambia la comprensione della vita, che dona senso all’esistenza.
 
Ci siamo accontentati di riempire chiese di bambini da prima comunione e di vecchi da funerali lasciando fuori le porte del tempio il mondo adulto delle responsabilità, delle decisioni importanti, della quotidiana lotta per rendere più abitabile l’universo, più umano l’uomo, migliore il mondo….

 

da Huffpost
don Gennaro Matino – teologo e scrittore

 

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