Il chitarrista Brian Welch:
«Così la fede mi ha salvato la vita»

 

«Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò ». Matteo 11,28.
 
È la prima frase del Vangelo che Brian “Head” Welch si è fatto tatuare dopo la sua folgorante conversione.
 
Una conversione che ha salvato il chitarrista del celebre gruppo heavy metal dei Korn dalla droga e da una vita di eccessi proprio quando era all’apice della fama con una band da 30 milioni di dischi.
 
Brian Welch, nato nel 1970 a Bakersfield, in California, era ormai da anni dipendente dalla metanfetamina e la sua vita era talmente devastata da rischiare più volte di morire, nonostante vari tentativi falliti di riabilitazione.
 
A risvegliarlo dall’abisso furono due cose: la voce della sua figlia di 5 anni, Jennea, e l’ingresso di Cristo nella sua vita grazie a degli amici.
 
La forza della preghiera lo ha aiutato a liberarsi dalle droghe: lascia il gruppo e nel 2005 viene battezzato nel Giordano come “cristiano rinato”.
 
Da allora la sua vita è cambiata, ha iniziato a scrivere e pubblicare brani di christian music e ha ritrovato un equilibrio e un rapporto con la figlia con cui vive a Nashville, conducendo una vita diversa anche oggi che è tornato a suonare con i Korn. Tutto questo racconta nella sincera e spiazzante autobiografia Salvami da me stesso (Chinaski, pagine 203, euro 18,00) appena uscita in Italia dopo essere stata un caso letterario negli Stati Uniti alla sua uscita nel 2007.
 
Il cantante e polistrumentista si racconta in esclusiva ad “Avvenire”.
 
Lei è stato coraggioso a raccontare la sua storia fatta di cadute e risalite, dannazione e redenzione. Oggi i suoi libri e le sue canzoni che messaggio intendono dare?
 
«Finché respiri, non è mai finita, non importa che cosa tu abbia fatto, o cosa gli altri hanno fatto a te, tutti abbiamo una forza tale in noi da farci lasciare alle spalle tutto e tutti».
 
Molti giovani, sotto l’influenza dei media, sognano di diventare famosi e ricchi come le rockstar. Lei ha raccontato invece una storia diversa, una sorta di girone infernale.
 
«Sì, la ricchezza e la fama sono insignificanti se tu non hai la base della tua vita interiore in ordine e non metti al centro la persona positiva che vuoi essere».
 
La pericolosità delle droghe: lei racconta che non riusciva a uscire da una dipendenza che poteva ucciderla. Cosa le ha dato la forza?
 
«Vincere la dipendenza è stato estremamente difficile perché ero sotto l’effetto di una delle droghe più potenti degli Stati Uniti. Non potevo lasciarla da solo, ma appena Cristo è entrato nella mia vita quel buco vuoto è stato riempito dall’amore di Dio e sono riuscito a uscire dalla dipendenza velocemente»….