LA GUARIGIONE DEL CUORE

 

Carissimi fedeli,
 
quante situazioni, quanti desideri, quanti progetti, quante speranze riempiono e caricano la nostra anima…
Anche se credenti e sinceramente impegnati nel seguire con amore il Signore, ognuno di noi, se guarda con trasparenza dentro di sé, si accorge che ha continuato a portare nel cuore una speranza che fondamentalmente è una speranza terrena.
 
Camminiamo su un binario nel quale le rotaie sono:

  • una: la ricerca della conoscenza del Signore, l’accoglienza del Suo invito;
  • l’altra: la nostra aspettativa terrena, declinata per ciascuno in funzione del proprio desiderio: desiderio di affermazione, desiderio di essere amati, di conseguire successi, di essere stimato… tutti desideri legittimi ma terreni.
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    Abbiamo fatto tante belle e buone cose, abbiamo pregato, frequentato la Chiesa, ma forse la nostra malattia personale è sempre rimasta presente, il tarlo che rode nel profondo il nostro mondo interiore non è stato ancora allontanato, e il nostro cuore si strugge per quel desiderio mondano che ognuno di noi porta dentro con sé.
     
    Può essere il benessere di una figlia, di un nipote, di un amico, la ricerca di un lavoro pacifico, di un successo apostolico…
     
    Le verità della fede le conosciamo, siamo convinti che il Signore è il nostro bene, vorremmo tutti, in teoria, che il Signore fosse il nostro unico bene, ma la malattia interiore c’è ancora…
     
    Allora, vi invito a cambiare il focus delle vostre preghiere in modo che siano concentrate proprio sulla guarigione del cuore.
     
    Per ogni credente arriva nella vita una fase spirituale, personale e comunitaria, nella quale si deve concentrare nel chiedere, anzi nell’implorare, dal Signore la guarigione della propria anima, altrimenti non riesce a progredire nel cammino di conversione e nella comunione con Dio.
     
    Di che cosa può essere ancora ammalata l’anima?
     
    Della paura, per il futuro o anche di vivere solo per il Regno dei cieli, dell’ansia, delle preoccupazioni…
    È un malessere interiore, un’inquietudine sterile, una sofferenza profonda che è un male della nostra psiche che si riversa anche nella nostra dimensione spirituale.
     
    Per superarlo, per fare questo passaggio di liberazione del cuore, attingiamo anche alla preghiera comunitaria, alla preghiera degli altri, come indica la Scrittura, aiutandoci a vicenda e pregando gli uni per gli altri con questa intenzione: affinché possiamo vivere con fiducia come il popolo nel deserto, non con la ribellione, non con il lamento, non con la tristezza, non con il rimpianto, ma con la gioia di sapere che la meta è sempre più prossima, che la liberazione è a portata di mano, che la comunione con Dio e con noi stessi è sempre più vicina.
     
    Chiediamo dunque al Signore, ogni sera, scorrendo la nostra giornata e i nostri dinamismi interiori, la guarigione del nostro cuore da questi strati profondi di ansia, che scopriamo con meraviglia e inquietudine e dai quali senza il suo intervento potente non riusciamo a liberarci.
     
    Chiediamo allo Spirito Santo ogni giorno la sua luce per essere illuminati e scorgere con sempre maggior chiarezza ciò che è all’origine del nostro turbamento, e la sua forza per essere messi in grado di allontanarlo.
     
    Che la nostra anima possa riposare in te, Signore!
     
    Aiutaci a progredire nell’accogliere la tua salvezza, il tuo amore, la tua sapienza, la tua guarigione…
     
    fra Giuseppe

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    Fra Giuseppe

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