PUBBLICITÀ E BOMBE:
CHE ORRIBILE ACCOSTAMENTO!

 
 

Più passa il tempo e più mi convinco che non si tocca mai il fondo all’orrore e alla banalizzazione delle cose.
 
L’immagine pubblicitaria che propongo alla vostra riflessione è comparsa oggi, 23 aprile 2019, su uno dei maggiori quotidiani nazionali, inserita nel contesto tipografico di una delle più orribili notizie di cronaca che potevamo ricevere in questa Santa Pasqua; mi riferisco all’eccidio in Sri Lanka.
 
Bisogna prendere atto che nella nostra vita c’è davvero, ben radicata, una dimensione infernale.
 
E non mi riferisco solo alle bombe, che già di per sé sono una manifestazione demoniaca, ma anche al crescente cinismo, alla mancanza di pudore, alla assoluta assenza di ogni buon senso che si manifestano ogni qual volta si tratta di dare priorità innanzitutto e ad ogni costo alla fredda legge del mercato e a ciò che di questa legge è osceno vessillo: ed è la pubblicità. Pubblicità intesa come quella forma ossessiva di martellamento all’acquisto che subiamo ogni momento della giornata e che non esito a definire un veicolo impersonale e amorale del consumismo.
 
Io sono sempre più convinto che questa forma di pubblicità sia uno dei principali nemici dell’uomo perché con la sua azione, subdola ma non troppo, cerca unicamente di sedurlo per trasformarlo in quello che il marketing definisce il “consumatore”, un essere umano fruitore compulsivo di beni materiali.
 
Questa forma di pubblicità (frutto, va detto, di sofisticate ricerche sociologiche e psicologiche) cerca di inserirsi nella immaginazione dell’individuo consumatore con martellanti suggestioni al solo scopo di asservirlo a sé. Renderlo servo, appunto.
 
E per fare questo non esita a ricorrere a molteplici espedienti, più volte al giorno, sfruttando ogni sua umana debolezza per trasmettergli in modo subliminale un’unica convinzione: che la sua felicità e la sua partecipazione positiva alla vita dipendono esclusivamente dalla fruizione di un certo bene di consumo.
 
Offerto, va da sé, per il suo benessere.
 
Non mi spingo oltre per ora, l’argomento è vasto e con tante implicazioni.
 
Ma in questo criticissimo momento storico io credo sia assolutamente necessaria un’azione di sensibilizzazione e di liberazione da tutta quella pubblicità che non sia utile informazione, ma manipolazione delle nostre umane fragilità.
 
Se sei d’accordo fai girare questo post e metti un commento o un “mi piace”.
 
Sarà un primo passo per capire poi cosa possiamo fare, come individui, per contrastare questa deriva e provocare una sana inversione di tendenza che metta fine alla colonizzazione del nostro cervello.
 
Fra Giuseppe