PREGHIERA VERA E PREGHIERA ILLUSORIA

 
 
Carissimi amici e fratelli in Cristo,
 
oggi desidero condividere con voi una piccola riflessione di San Simeone il nuovo teologo, mistico bizantino molto importante, su ciò che caratterizza la preghiera autentica del credente e la distingue dalla preghiera illusoria
 
Due sono i tipi di preghiera “illusoria”:
 

  • il primo tipo consiste nel cercare di entrare nel Regno dei cieli attraverso la meditazione, gli esercizi spirituali, la contemplazione… 
  •  

  • il secondo tipo è quello che si accompagna alle forme di devozione come i pellegrinaggi, gli impegni ascetici, i digiuni…
  •  

    La preghiera autentica, invece, ossia quella che fa raggiungere il fine proprio della preghiera, cioè l’unione con Dio, consiste nel camminare nella vita senza alcuna preoccupazione.
     
    Ci si può chiedere: ma come può la preghiera vera essere quella di colui che vive la vita quotidiana senza alcuna preoccupazione?
     
    Sembra impossibile!
     
    Come si fa a vivere senza preoccupazioni?
     
    Si può!
     
    L’assenza di preoccupazione è possibile solo quando siamo certi che la nostra vita è nelle mani del Signore.
     
    Questa certezza è la manifestazione della virtù della Speranza cristiana.
     
    Non avere preoccupazioni significa essere certi che Dio è con noi, nella salute e nella malattia, qualunque evento capiti nella nostra avventura esistenziale…
     
    Il Signore abita nel nostro cuore; nessuno e niente può separarci da Lui, se non noi stessi, se lo rifiutiamo, se ci allontaniamo da Lui, appunto, con la preoccupazione delle cose del mondo, o con la paura che non abbia cura di noi, o con il dubbio che si possa dimenticare di noi…
     
    Gesù stesso ci raccomanda di vivere senza preoccuparci di nulla.
     
    Nel Vangelo, esorta con forza i discepoli a non preoccuparsi, a fare questo salto di fede e di speranza in Lui:
     
    Io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
     
    E per il vestito, perché vi preoccupate? 
     
    Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? 
     
    Non preoccupatevi dunque dicendo: ‘Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?’. 
     
    Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 
     
    Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena. (Mt 6, 25-34)
     
    E ricordiamo anche l’episodio in cui Pietro riesce a camminare sulle acque per andare incontro a Gesù fidandosi di lui, e, invece, comincia ad affondare nel mare quando non si fida più al 100% di Lui, si preoccupa, ha paura… (cfr. Mt 14, 22-33)
     
     
    Chiediamo, allora, ogni mattina al Signore di compiere in noi questo miracolo, forse il più grande miracolo che ci possa capitare: 
     
    quello di camminare nella vita senza preoccuparsi di alcunché,  né delle ricchezze, né della salute, né del successo, né della stima degli altri, né del futuro
     
    Senza nemmeno preoccuparci di amare Dio, perché Lo ameremo veramente proprio nel momento in cui ci affideremo totalmente a Lui, fidandoci completamente del Suo amore provvidente.
     
    Dio vi benedica e vi ricolmi della virtù della Speranza.
     
    fra Giuseppe