ROSARI AL VENTO: L’ABBAGLIO DELLA POLITICA TRA FEDE E ILLUSIONI


 

Negli ultimi giorni un politico italiano durante un comizio ha esibito un rosario facendo accenni espliciti a valori sociali e famigliari visti in relazione alla fede cristiana.
 
Come prevedibile la cosa ha suscitato forti reazioni nell’opinione pubblica e ha portato la Chiesa, attraverso suoi alti esponenti e i media cattolici, ad intervenire energicamente sulla inopportunità di tali manifestazioni.
 
Non è certamente la prima volta, né sarà l’ultima, che attivisti, leader di destra-sinistra-centro, cercano di attrarre voti da parte dell’elettorato cristiano (cattolico nello specifico), richiamandosi a presunti valori cristiani.
 
Me è anche vero che tanti cattolici, inclusi molti sacerdoti e alcuni alti prelati, cerchino costantemente una sponda nel mondo della politica per far approvare leggi, perseguire politiche, anche economiche, perorare cause, iniziative, idee, valori, che, a loro avviso, siano “cristiane” e quindi buone e necessarie, alla nazione.
 
La storia è da sempre satura di queste ambiguità, di queste “relazioni pericolose” tra Chiesa e Politica.
 
 
Io vorrei ribadire cari amici, che il Vangelo di Gesù Cristo non è né di destra, né di sinistra, né di centro.
 
Il Vangelo è ben altra cosa, e i credenti sono chiamati innanzitutto a viverlo se vogliono contribuire al bene della società E alla salvezza del mondo.
 
Inoltre Gesù ha inviato gli apostoli e i suoi discepoli, ovvero i credenti, come sale della terra e luce per il mondo.
 
Ma la luce che devono portare è quella del regno dei cieli, ed il sale che offrono è quello che viene dalla carità vissuta, non da leggi particolari.
 
I credenti in Cristo Gesù, morto e risorto per noi, e i suoi discepoli, non devono né strumentalizzare, né farsi strumentalizzare, e mai e poi mai devono svendere la loro libertà in cambio di favori.
 
Il credente è chiamato in primo luogo ad impegnarsi nel vivere la fede, e solo dopo, con questa forza, potrà anche essere cittadino che vive da protagonista il suo tempo dando il suo contributo al bene comune, quotidiano e quindi, in ultima analisi, alla Storia. Perché la Storia, come noto, siamo noi.
 
Ma questo potrà avvenire solo se la sua bussola sarà, appunto, il Vangelo di Gesù Cristo.
 
Carissimi dobbiamo essere sempre ben consapevoli che il politico, in quando tale, non ha come scopo l’instaurazione del Regno di Dio, bensì il perseguimento della sua visione della realtà, che potrà essere socialista, liberale, sovranista, populista. E che per raggiungere questo obiettivo non esita a suscitare nel credente attese illusorie che apparentemente sono vicine alla sua sensibilità, in realtà vogliono solo attrarne il consenso confondendolo.
 
Un esempio immediato è l’atteggiamento delle sinistre verso Papa Francesco.
 
Osannato quando parla di istanze di carattere sociale, ignorato quando parla di famiglia o delle verità “scomode” della fede.
 
Mentre a destra è di moda il rimpianto verso quei pastori della Chiesa che hanno difeso i veri valori (quali?) della patria e della famiglia insieme ad altre istanze di carattere tradizionalista.
 
Nessuno che consideri che il compito del Papa è quello di promuovere il Vangelo aiutandoci a viverlo, predicando, non dobbiamo mai dimenticarlo, che Gesù Cristo è scandalo per il mondo.
 
Fratelli, non facciamoci ingannare. Viviamo il Vangelo, viviamolo uniti a Gesù.
 
Allora e solo allora potremo muoverci sicuri, liberi da condizionamenti politici o ideologici, e solo allora potremo essere credibili. E allora e solo allora potremo vivere nella certezza di essere lievito per il mondo.
 
Se questo non accade, non facciamoci illusioni.
 
Resteremo, sempre e comunque, foglie che volano trasportate dal vento…
 
fra Giuseppe