MISTICI E VEGGENTI:
intervista a Saverio Gaeta

 

Saverio Gaeta (Napoli 1958), è giornalista (Il Mattino, L’Osservatore Romano, Avvenire, Famiglia Cristiana, Jesus, Credere), vaticanista, scrittore, rappresentante di punta nel mondo della stampa e saggistica cattolica.
 
Conferenziere, volto noto in televisione, curatore di rubriche radiofoniche su Radio Maria, Gaeta ha al suo attivo un vasto numero di pubblicazioni che ultimamente privilegiano il mondo, spesso controverso, della mistica, delle apparizioni, dei veggenti. E proprio “LE VEGGENTI” (Salani Editore 2018), e il precedente “IL VEGGENTE” (Salani Editore 2016) dedicato alla figura di Bruno Cornacchiola, ci hanno dato lo spunto per approfondire questi temi.
 
Saverio, come nasce la tua vocazione giornalistica e come si è indirizzata al sacro?
 
Sicuramente ognuno di noi cerca di realizzare nella vita ciò che ha il piacere di fare.
 
A 20 anni a Napoli è iniziata la mia collaborazione col settimanale diocesano di cui sono diventato capo redattore. Da lì è iniziato un percorso che mi ha portato al Mattino di Napoli prima, quindi alle maggiori testate cattoliche.
 
In questo contesto, ho iniziato ad interessarmi ai “miracoli” fino a sviluppare un forte interesse per la mistica e i suoi protagonisti. Cosa resa possibile dalla mia quotidiana frequentazione con l’ambiente ecclesiastico e le fonti dirette.
 
Mi ha colpito il tuo lavoro sulle “veggenti”. Si parla poco o superficialmente di questi argomenti e quando accade lo si fa in modo sensazionalistico, cosa che lascia un po’ il tempo che trova. Perché?
 
Direi che i motivi sono essenzialmente due.

 
In primis, a livello teologico c’è molta noncuranza, disinteresse, per non dire incredulità, nei confronti di questi fenomeni.
 
Generalmente fra le autorità ecclesiastiche c’è la tendenza a sottovalutarli, e questo fa sì che, quando devono esprimersi in merito, si trovino in difficoltà.
 
In secondo luogo, diverse persone che si dicono “veggenti” riescono a suscitare un seguito di persone dai facili entusiasmi. Ed è difficile che il vescovo del luogo o la congregazione per la Dottrina della fede intervengano in tempi rapidi.
 
Ecco quindi che apparizioni false o truffaldine vanno avanti per anni, fino a che non scoppia “il caso”. Tutto questo tende ad alimentare una diffusa diffidenza verso queste realtà.
 
Mi colpisce il fatto che in uomini di Chiesa, per i quali il soprannaturale dovrebbe far parte del loro quotidiano, ci sia questo atteggiamento. Che è cosa diversa da una pur necessaria prudenza…
 
Vero. Fondamentalmente quelli che dovrebbe occuparsene in ambito ecclesiastico sono i teologi, i pastori, i vescovi, i cardinali…
 
Tuttavia queste figure hanno solitamente una formazione accademica, una struttura intellettuale, che li portano a guardare con superficialità a questo mondo.
 
Tornando a “le veggenti” , quanto tempo hai dedicato a questo lavoro?
 
Tanto. Considera che, giusto per fare un esempio pratico, il libro conta 350.000 battute più o meno. Ebbene, per prepararlo ho letto (a spanne) una bibliografia di almeno 100 milioni di battute.
 
È come se avessi letto l’equivalente delle “veggenti” circa 350 volte!
 
Io ho comunque focalizzato la mia attenzione su quelli che erano i messaggi credibili (anche se ovviamente non compete a me dichiararli veri).
 
Spesso ho dovuto scartare sedicenti mistiche che si rivelavano false.
 
Oggi abbiamo Internet, strumento imprescindibile e prezioso per un lavoro come questo. Che però si presta anche a mistificazioni e manipolazioni. Non è raro che il messaggio di un presunto veggente sia “aggiustato” a posteriori per renderlo autentico, oppure che la datazione di una “profezia” sia anticipata fraudolentemente rispetto al momento dell’immissione sul sito della millantata apparizione.
 
Saverio, in generale parliamo di veggenti donne. Tu hai fatto un lavoro fondamentale su Bruno Cornacchiola, ma mi pare che questo resti comunque un universo prevalentemente al femminile…
 
È così. Secondo me è proprio perché, con buona pace di tutte le teorie sul gender, parliamo di uomo e donna, maschio e femmina con le loro peculiarità.
 
Le donne, già predisposte per natura alle fatiche e alle sofferenze del parto, hanno innata la disponibilità a una donazione molto maggiore rispetto agli uomini. Sono, inoltre, molto più aperte e sensibili rispetto ad ascoltare la voce dall’alto.
 
Questo fa sì che la quasi totalità delle mistiche siano anche “anima vittima”. Persone cioè che vivono una loro sofferenza offrendola come intercessione in favore di tutta l’umanità.
 
Personalità mistiche come Natuzza Evolo, Teresa Musco, Luisa Piccarreta, Maria Valtorta e così via, hanno realmente salvato il mondo in situazioni molto, molto serie.
 
È una dimensione misteriosa quella della loro sofferenza fisica, una realtà che non possiamo spiegare in termini umani. Noi possiamo soltanto riconoscerla ed esserne grati.
 
Questo discorso ci porta direttamente al ruolo delle donne nella Chiesa dove sembra sempre prevalere e persistere una diffidenza maschilista…
 
Sì, ma questa è cosa degli ultimi decenni, non del passato.
 
Abbiamo avuto tanti esempi, da quello famosissimo di Francesco e Chiara a uno più recente, con Hans Urs von Balthasar, uno dei massimi teologi del XX secolo, che viveva una forte consonanza di idee e di intenti con Adrienne von Speyr, un’altra mistica. E abbiamo tante altre figure che sono state in grado di vivere realmente un profondo rapporto donna-uomo non in modo sentimentale, ma mistico, dando vita ad un interscambio di prospettive che è stato molto fruttuoso per la Chiesa.
 
Oggi questo, purtroppo, non succede.
 
Molte profezie sono legate ad apparizioni mariane …
 
Sono la maggior parte.
 
È ovvio che in questo caso bisogna tenere sempre ben presente come opera la dinamica celeste.
 
Nel senso che Maria non è una quarta persona della Divina Trinità. Lei non conosce il futuro perché è dotata di capacità precognitiva o di onniscienza, ma lo conosce soltanto quando Dio glielo permette. E quindi quando Maria appare a una mistica/o o a una veggente che poi riportano a noi il suo messaggio è perché Lei stessa ha ricevuto da Dio questo dono di profezia. Come un dono riflesso.
 
Quando suor Lucia di Fatima riceveva dalla Regina del Rosario ulteriori chiarificazioni sul futuro del mondo (come le questioni legate alla consacrazione al Cuore Immacolato di Maria…) la Madonna che le appariva aveva sicuramente il permesso divino sia per l’apparizione che per la profezia.
 
In estrema sintesi possiamo dire che il mistico è quello che riceve un contenuto a livello più personale.
 
Il veggente (specie nell’ambito delle apparizioni di questi ultimi tempi), si rivolge invece a un ambito più ampio di persone.
 
In effetti tante volte c’è un malinteso nel fedele. Sembra che Maria sia quasi una specie di super donna. Ma in realtà Lei è in ascolto di Dio. Quindi è Dio che ci parla e di questo forse non siamo molto consapevoli.
 
Sì, è così. E dobbiamo dire che spesso c’è poca attenzione verso la figura di Maria da parte di tanti studiosi, spesso per un malinteso riguardo al senso del dialogo con le altre confessioni cristiane che non considerano adeguatamente la figura e l’intervento della Vergine.
 
Se Maria scende dal cielo è perché Dio lo permette. C’è quindi, a mio parere, un peccato di superbia nello svilire questa presenza. E, con tutto il rispetto per le altre confessioni cristiane, se Dio permette tutto questo dobbiamo accogliere ciò che la Madonna ci propone: il nostro compito non è quello di interpretarla, ma di prendere sul serio le cose che Lei dice.
 
Ti è capitato di avere qualche confronto con fedeli protestanti su questo tema?
 
No, francamente non mi capita. Se dovessi essere invitato a una discussione su queste cose ci andrei anche volentieri. Ma gli studiosi come me non vengono ritenute “degni” di dialogare con i teologi alla moda.
 
Mi capita spesso di discutere con qualcuno dei cardinali o dei vescovi che hanno compiti di responsabilità nella Chiesa attuale e mi rendo conto di andare a sbattere contro un muro.
 
Per farmi capire: conosci le apparizioni di Amsterdam,  quelle della “Signora di tutti i Popoli”?
 
No, sinceramente no..
 
Amsterdam è una apparizione approvata.  Sono 56 apparizioni che si svolgono dal 1945 al 1959 e la veggente, Ida Peerdeman, ha avuto messaggi e profezie molto significativi.
 
Ebbene, ad Amsterdam la Madonna ha chiesto la proclamazione del quinto dogma di «corredentrice, mediatrice e avvocata». Sono stati fatti convegni, addirittura alcuni cardinali e molti vescovi hanno sottoscritto una richiesta per perorare questa causa, ma senza arrivare a nulla. Una volta mi trovai a tu per tu con uno di questi eminentissimi personaggi e ad un certo punto gli dissi:
 
«Ad Amsterdam la Madonna chiede il quinto dogma della Corredentrice  e in cambio  ha promesso un tempo di primavera e di pace».
 
Ebbene questa personalità mi ha risposto:
 
«Ma questo non è possibile perché ci creerebbe problemi nel dialogo ecumenico».
 
«Eminenza – ho ribattuto – chi se ne importa del dialogo ecumenico se è veramente Lei che ce lo promette nel nome di Dio?! Un tempo di primavera e di pace: ne sarebbero contenti anche i protestanti…!».
 
Il punto su cui riflettere è: questa apparizione è vera o non è vera? Non se la richiesta è umanamente accettabile o no, oppure se crea problemi.
 
Purtroppo siamo tutti impastati in tante dinamiche senza capire che altro è il politicamente corretto altro è la salvezza.
 
Saverio, abbiamo parlato di veggenti, mistiche, tu hai pubblicato libri su madre Teresa di Calcutta, sei amico di suor Emmanuel Maillard. C’è proprio una fecondità al femminile nella Chiesa…
 
Ma guarda, io vado alla sostanza delle persone. Ho anche scritto molto su Giovanni Paolo II, su padre Pio da Pietrelcina. Diciamo che negli ultimi anni mi dedico soprattutto ad argomenti che non vengono trattati da altri e che possono offrire qualcosa di nuovo.
 
Il mio compito è quello di trovare cose che non si conoscono e metterle a disposizione degli altri.
 
Su Medjugorje, giusto per parlare di un tema molto attuale,  ci sono tante questioni che la storia metterebbe in luce in maniera diversificata rispetto a quella che normalmente ci si sente raccontare. Invece vai là e ascolti alcune guide che ripetono cose banali.
 
Posso anche dire di aver scelto un lavoro a lungo termine.
 
Laurentin su Lourdes ha fatto la grande ricognizione storica esattamente un secolo dopo… I suoi libri sono usciti nel 1958, un secolo dopo le apparizioni.
 
Spetterà a qualcun altro, non certo a me, fare tutta la vera storia di Medjugorje.
 
Io ci sto lavorando molto. Poi staremo a vedere!
Saverio Gaeta
 
(Intervista a cura di
Giulio Fezzardini)