LA PERDITA DEL POSSESSO DELLA TERRA
 

Il periodo storico successivo ai Giudici è raccontato, secondo la nostra tradizione biblica, in tre serie di libri: 1° e 2° Samuele, 1° e 2° Re, 1° e 2° Cronache.
 
Questi libri offrono il resoconto della complessa e problematica storia della monarchia in Israele che ha goduto di un breve periodo di splendore con Davide e Salomone e si è poi dissolta miseramente.
Vi è la divisione del regno in due parti subito dopo la morte di Salomone, una lunga serie di re incapaci che istituiscono alleanze sbagliate, non ascoltano la voce dei profeti, non combattono le idolatrie ma anzi le tollerano con compiacenza e opportunismo.
 
Inoltre, lotte intestine, corruzione dei costumi, scarsa attenzione e considerazione delle osservanze religiose, portano i due regni a una conclusione tragica e definitiva in due tempi diversi ma con la comune distruzione delle due capitali e la deportazione in Mesopotamia. Samaria, capitale del Regno del Nord, viene conquistata nel 721 e Gerusalemme, capitale di Giuda, cade nel 587.
 
È un periodo storico molto lungo, forse il più vasto dell’Antico Testamento, certo il più travagliato.
Molti testi della Sacra Scrittura sono stati redatti in questo periodo, e tanti dei problemi e drammi vissuti dal popolo di Dio durante questi secoli sono stati affrontati nei Salmi e nei libri dei profeti.
 
Gli autori sacri che hanno redatto le opere storiche che abbiamo menzionato sopra, pur con sfumature diverse, si interrogano profondamente sul significato e sul dramma della storia di Israele.
 
libri di Samuele sono stati scritti da una scuola teologica e spirituale denominata “scuola deuteronomista” prima dell’esilio. Questi libri vogliono dare una risposta al significato della monarchia: il re ideale, Davide, è il rappresentante di Dio in terra; Davide e la monarchia hanno un significato profetico in quanto prefigurano il Re-Messia.
 
libri dei Re scritti anch’essi dalla stessa scuola si propongono di dare una risposta al problema posto dall’esilio: come conciliare la fedeltà di Dio al suo re con la catastrofe?
 
libri delle Cronache sono stati scritti forse attorno al 250 assieme ai libri di Esdra e Neemia da un’altra corrente teologica: la scuola detta del “cronista. Attraverso la idealizzazione della figura di Salomone si propongono di alimentare la speranza nella instaurazione di un regno messianico dove finalmente sarà istituito il regno definitivo di Dio attraverso la figura ideale del RE-MESSIA.

 

IL RE-MESSIA

 

È facile, per noi cristiani che crediamo in Gesù Messia atteso, instauratore del regno messianico, comprendere l’importanza di questo tema. In questo momento ci limitiamo a considerare, per quanto ci è possibile, la nozione di RE-MESSIAl’unto di Jahve che per gli specialisti è il concetto più importante elaborato in questo periodo e che rappresenta anche “la spina dorsale” della rivelazione biblica. È una chiave di lettura per comprendere la maggior parte dei libri dell’Antico Testamento, compresi i libri profetici e sapienziali.
 
Il re, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato tregua da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: “Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto una tenda”. Natan rispose al re: “Va’, fa’ quanto hai in mente di fare, perché il Signore è con te”. Ma quella stessa notte questa parola del Signore fu rivolta a Natan: “Va’ e riferisci al mio servo Davide: Dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Ma io non ho abitato in una casa da quando ho fatto uscire gli Israeliti dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. Finché ho camminato, ora qua, ora là, in mezzo a tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei Giudici, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi edificate una casa di cedro? Ora dunque riferirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: Io ti presi dai pascoli, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi il capo d’Israele mio popolo; sono stato con te dovunque sei andato; anche per il futuro distruggerò davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo a Israele mio popolo e ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più agitato e gli iniqui non lo opprimano come in passato, al tempo in cui avevo stabilito i Giudici sul mio popolo Israele e gli darò riposo liberandolo da tutti i suoi nemici. Te poi il Signore farà grande, poiché una casa farà a te il Signore. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. Se farà il male, lo castigherò con verga d’uomo e con i colpi che danno i figli d’uomo, ma non ritirerò da lui il mio favore, come l’ho ritirato da Saul, che ho rimosso dal trono dinanzi a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre”.  (2 Sam 7,1-16)
 
Il brano, anche se composito, presenta una struttura molto chiara.
 
Una intenzione di Davide, esposta nei primi tre versetti, è l’occasione per la rivelazione di ciò che Dio vuole realizzare nel futuro di Israele. 
 
Il re vuole costruire una casa, il tempio, a Dio (1-3). Dio non solo non glielo permette (4-7) ma capovolge la situazione affermando che sarà Lui stesso a realizzare questo progetto: Dio costruirà una casa eterna a Davide (8-16). Pertanto si realizzerà l’esatto contrario.
 
Cerchiamo di capire bene il senso di questo episodio.
Il periodo dei Giudici si conclude con Samuele perché, di fatto, i figli di Samuele che gli stavano per succedere vengono rigettati dal popolo. Con Saul, subentra la monarchia.
Dai testi biblici si può rilevare che l’istituzione del re non è stato un passaggio pacifico: due tendenze si sono opposte tenacemente, una favorevole e l’altra contraria.
 
Nei testi in cui questo problema è riferito, si rileva un tentativo di armonizzazione tra le due posizioni alla luce di una visione teologica più ampia.
 
In sintesi si può affermare che la monarchia sembra nascere come esigenza, desiderio umano.
Israele vuole essere come tutti gli altri popoli, lo leggiamo in 1 Sam 8,20: saremo anche noi come tutti i popoli.
Dio acconsente alla richiesta, ma al tempo stesso avverte che il re sarà come tutti gli altri re: un tiranno che li dominerà.
Il popolo, accortosi dell’errore, si pente; e l’amicizia divina viene ristabilita attraverso l’istituzione di un re che, però, possiede caratteristiche speciali, diverse dagli altri re: è un “unto”, un consacrato da Dio. La monarchia può così assumere un carattere peculiare, positivo e spirituale, armonizzato con la Storia della Salvezza.
 
Il re, contrariamente alle altre concezioni coeve, non è divinizzato ma è pensato come il rappresentante di Dio in terra perché, in realtà, solo Dio è il vero re di Israele: Davide e i suoi successori devono agire per suo conto.
In quanto rappresentante di Dio, il re deve essere consacrato, unto: deve, cioè, essere santo: il re ideale è Davide. Dio infatti ne ha visto il cuore e lo ha scelto per incarnare la vera figura di re Messia al posto di Saul, che si era allontanato da Lui, agendo di propria iniziativa.
 

IL MESSIANISMO

 

Il MESSIANISMO è un concetto teologico attraverso cui si esprime l’attesa del popolo, la sua speranza nella instaurazione definitiva e totale della Signoria di Dio(Escatonattraverso la storia. Il Messia è la figura che rende possibile l’intervento di Dio.
 
Adesso possiamo interpretare correttamente il significato del brano.
Davide vuole costruire una casa al Signore. Evidentemente pensa al Tempio. Ma Dio attraverso il profeta Natan fa sapere che lui stesso costruirà una casa a Davide e all’intero popolo attraverso una sua discendenza:
 
Te poi il Signore farà grande, poiché una casa farà a te il Signore. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio.
(2 Sam 7,11-14)
 
È chiaro che nel racconto si parla di un discendente, Salomone, che costruisce finalmente il Tempio in cui verrà riposta l’arca dell’alleanza, segno concreto della presenza di Dio in mezzo agli uomini. Ma è altrettanto evidente dal racconto dei libri storici che questa casa ha avuto breve durata. Dopo Salomone normalmente i re saranno degli incapaci e la monarchia e il regno finiranno. Resta comunque viva l’attesa messianica. Ma questa attesa assume, attraverso la predicazione dei profeti, una connotazione sempre più spirituale.
Alla luce di tutto questo possiamo comprendere meglio la figura e l’opera di Gesù, il Re Messia, e tutte le tematiche ad esso inerenti contenute nei Vangeli e negli altri scritti del Nuovo Testamento.
 

IL MESSIANISMO DI GESÙ

 

Gesù è venuto a dire l’ultima parola sul Re Messia e a rivelarne il progetto in modo definitivo attraverso la sua vita e il suo insegnamento. Tutti gli scritti del Nuovo Testamento sono attraversati da questa certezza.
In modo particolare questa associazione tra la persona e il contenuto dell’attesa è messo in rilievo in modo sintetico e per questo molto efficace nella lettera agli Ebrei.
 
Dio, che aveva gia parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo. Questo Figlio, che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati si è assiso alla destra della maestà nell’alto dei cieli, ed è diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.
Infatti a quale degli angeli Dio ha mai detto:
Tu sei mio figlio; oggi ti ho generato?
E ancora:
Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio? 
(Eb 1,1-5)
 
Il Figlio di Davide, la sua discendenza non è Salomone ma Gesù.
Questo Figlio è anche vero Figlio di Dio in tutti i sensi.
È l’erede e il costruttore del suo tempio e della sua casa:
 
Ma in confronto a Mosè, egli è stato giudicato degno di tanta maggior gloria, quanto l’onore del costruttore della casa supera quello della casa stessa. Ogni casa infatti viene costruita da qualcuno; ma colui che ha costruito tutto è Dio. In verità Mosè fu fedele in tutta la sua casa come servitore, per rendere testimonianza di ciò che doveva essere annunziato più tardi; Cristo, invece, lo fu come figlio costituito sopra la sua propria casa. E la sua casa siamo noi, se conserviamo la libertà e la speranza di cui ci vantiamo. (Eb 3,3-6)
 
Ora invece egli (Gesù) ha ottenuto un ministero tanto più eccellente quanto migliore è l’alleanza di cui è mediatore, essendo questa fondata su migliori promesse. Se la prima infatti fosse stata perfetta, non sarebbe stato il caso di stabilirne un’altra. Dio infatti, biasimando il suo popolo, dice:
 
Ecco vengono giorni, dice il Signore,
quando io stipulerò con la casa d’Israele
e con la casa di Giuda un’alleanza nuova;
non come l’alleanza che feci con i loro padri,
nel giorno in cui li presi per mano
per farli uscire dalla terra d’Egitto;
poiché essi non son rimasti fedeli alla mia alleanza,
anch’io non ebbi più cura di loro, dice il Signore.
E questa è l’alleanza che io stipulerò con la casa d’Israele
dopo quei giorni, dice il Signore:
porrò le mie leggi nella loro mente
e le imprimerò nei loro cuori;
sarò il loro Dio
ed essi saranno il mio popolo.
Né alcuno avrà più da istruire il suo concittadino,
né alcuno il proprio fratello, dicendo:
Conosci il Signore!
Tutti infatti mi conosceranno,
dal più piccolo al più grande di loro. 
(Eb 8,6-11)
 
Avendo dunque, fratelli, piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, per questa via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne; avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso.
Cerchiamo anche di stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone.

(Eb 10,19-24)
 
In questa lettera Gesù è presentato come colui che compendia e riassume in se tutte le attese e le speranze di Israele, colui che realizza e invita a compiere un trapasso dalla dimensione puramente storica a una dimensione spirituale intendendo con questa espressione non il superamento della storia come insieme di fatti materiali ma solamente come orizzonte di attesa. Gesù invita ad entrare in una dimensione meta-storica ed eterna in cui è superato ogni conflitto e ogni dicotomia.
Gesù è presentato come Re:
 
Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo.  (Mt 2,2)
 
Gesù ha inaugurato la sua predicazione proclamando l’inizio del Regno di Dio:
 
Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo.  (Mc 1,15)
 
Ma quando alcuni si sono proposti di farlo re è fuggito: Gesù ha rifiutato una regalità umana.
 
Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sulla montagna, tutto solo.  (Gv 6,15)
 
Ha rivelato di essere Re solo in prossimità della sua morte:
 
Allora Pilato prese a interrogarlo: “Sei tu il re dei Giudei?”. Ed egli rispose: “Tu lo dici”.  (Mc 15,2)
 

E QUESTO EVIDENTEMENTE PER PARLARCI
DELLA VERA REGALITÀ DI DIO
COMPENDIATA DA SANT’ANTONINO
(domenicano, Vescovo di Firenze)
NEL SUO MOTTO:
 
SERVIRE È REGNARE

 
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