Matteo Marzotto:
una testimonianza di rinascita,
grazie a incontri speciali…

 

Si aspettava, Bruno Vespa, di imbastire una puntata dedicata a qualche nuova avvenente fidanzata dello scapolo d’oro italiano.  
Invece Matteo Marzotto gli ha parlato di una donna straordinaria: la Madonna.
 
Ospite di Porta a porta l’imprenditore vicentino figlio dell’eccentrica Marta ha mandato all’aria il copione che lo vuole bello, ricco e tombeur de femmes.
 
Sul maxischermo dello studio televisivo campeggiava il titolo: “da scapolo d’oro alla fede scoperta a Medjugorje”. Il racconto di Matteo Marzotto ha battuto, insistentemente, su due parole: dotazione e Dio-incidenze; descrivono un cammino spirituale cominciato più di dieci anni fa e approdato nel 2011 sul sentiero della fede, quella che fa scarpinare e sudare anche gli amministratori delegati.
 
Dotazione, dunque, è un vocabolo tecnico che a Matteo Marzotto piace ripetere, forse è la sua tempra da sportivo a suggerirglielo.
 
È quello con cui si parte, che sia lo zaino in spalla prima di ogni camminata, o il corredo tecnico di ogni vettura; la dotazione è un po’ anche la dote, ciò che si riceve in dono.
 
Si stenterebbe a credere che un uomo di successo come lui dichiari ripetutamente una mancanza di dotazione; invece la sua affermazione è assolutamente autentica perché l’educazione dell’anima non si basa su criteri di censo, curriculum strepitosi e amori da copertina. A quale mancanza si riferisca, lo aveva spiegato nel 2016 ospite all’inaugurazione di Cittadella Cielo (un progetto della comunità “Nuovi Orizzonti”):
 
Ho sempre creduto in Dio, in un Dio, ma non avevo quegli elementi di base per poter affrontare dentro di me il cammino spirituale. (da Nuovi Orizzonti).
 
Si parla della fede di Matteo Marzotto in questi giorni, all’indomani della chiacchierata nel salotto di Vespa, ma in realtà il suo cammino spirituale è un’esperienza umana che da tempo occupa spazio nel suo intimo.
 
L’educazione liberale ricevuta dalla famiglia gli ha senz’altro permesso di coltivare molti talenti, ma proprio in quanto liberale non gli ha dato quelle linee guida (ecco la dotazione!) su come stare di fronte alle domande profonde dell’esistere. E qui una brevissima parentesi ci sta, per sfatare quel mito in base a cui i genitori rispettano un figlio non proponendogli alcun credo. Per restare nella metafora di Marzotto, è come mandare i figli in gita senza zaino, ritenendo che sia meglio si scelgano panini e cambio d’abiti lungo la strada. Solo una pura astrazione farebbe dire a una madre. “Parti nudo, che è meglio”.
 
Tante competenze sono state offerte al rampollo di casa Marzotto, la cui scalata in ambito lavorativo e mondano ha bruciato tutte le tappe portandolo ai vertici dell’azienda di famiglia e a diventare un manager di successo nel mondo dell’eleganza.
 
Ma, ospite nel 2017 di Monica Mondo a Soul, confessò: «Nel mondo della moda ci sono molti deserti anche psicologici, non la mitizzerei troppo».
 
L’anima patisce anche sotto una giacca di cashmere, e così la fotografia più emblematica di Matteo lo inquadra in un istante paradossale a un certo punto della sua bella vita: sono gli anni 2007/2008, lui è un quarantenne ricco e famoso, fidanzato con Naomi Campbell, e confessa all’amico Gianluca Vacchi (personaggio alquanto sui generis quanto a mondanità ed edonismo) che gli manca qualcosa….

 

PREMI QUI
per leggere il testo integrale dalla fonte (Aleteia)