NATALE 2019:
 
DALLA GROTTA AL CALVARIO

 
 

“Ma cosa vi ho fatto di male?”.
 
Queste accorate parole potrebbero essere di chiunque di noi nel momento in cui subiamo un insulto, una aggressione, una persecuzione.
Anzi, sono sicuro che ognuno di noi, a voce o più spesso in cuor suo, le abbia espresse più volte nella sua vita.
 
Oggi, in questo periodo di festività me le immagino dette da Gesù.
 
Il quale non le pronuncerebbe mai.
 
La cronaca recente ci racconta di un manifesto osceno spacciato come opera artistica con Gesù protagonista, un film di pessimo gusto sui suoi orientamenti sessuali, una composizione realizzata da alcuni studenti di Bologna dedicata, si fa per dire, a Maria sua madre con uno sconcertante profluvio di volgarità.
 
Sorge spontanea la domanda: perché?
 
Il laicismo grida il suo diritto alla libertà di espressione.
Giusto.
Ma se l’oggetto di questa elevata istanza democratica è sempre e solo Gesù e tutto quello che rappresenta, sapendo che nessuno reagisce né mai reagirà, non è un laicismo un po’ (tanto) codardo?
 
Perché sempre e solo Gesù?
 
Avete mai sentito dileggiare Gandhi? O il Dalai Lama?

 
È curioso che proprio a Natale, più che a Pasqua direi, si assista a questo fenomeno così deprimente.
 
Nel momento in cui ricordiamo che Gesù arriva tra noi, con una spericolata acrobazia temporale saltiamo tout court dalla Natività di Betlemme al Calvario e lo mettiamo in croce.
 
Tuttavia, con questo non mi riferisco solo al non credente che, in fondo attraverso questi atteggiamenti, non fa altro che esprimere l’ossimoro della sua ignoranza: perché prendertela con qualcuno che per te è un nulla (per altro, reazioni indignate a certe manifestazioni di volgarità arrivano spesso da non credenti)?
 
Poi, magari, qualcuno ti dirà di non avercela con Gesù ma con la Chiesa (ovviamente Cattolica), fatta, a suo dire, di delinquenti e nefandezze.
 
Cosa ancora più stupida.
Se così fosse cosa c’entra Gesù?
 
A pensarci bene non è che un po’ responsabile di questa situazione sia anche io che mi dichiaro credente?
 
Nel suo messaggio natalizio alla Curia Papa Francesco ha espresso queste severe parole:
 
da la Stampa:
 
“Oggi le società non sono «più in un regime di cristianità perché la fede non costituisce più un presupposto ovvio del vivere comune», anzi spesso «viene negata, derisa, emarginata e ridicolizzata».
 
“Un presupposto ovvio del vivere comune”…
 
Questo passaggio risponde in pratica alla nostra domanda iniziale di “perché”.

 
Recentemente un sacerdote notava che il Vangelo andrebbe vissuto e basta.
Non dovrebbe essere fatto di libri, commenti, tavole rotonde, conferenze, simposi, talk show, parole…
 
Gesù non ha lasciato nulla di scritto sulla carta.
Ma ha inciso la Buona Notizia nei cuori delle persone che incontrava.
Camminava, parlava, ascoltava, si chinava sulla sofferenza e la sanava, denunciava i soprusi perpetrati in nome di una legge scritta sulla pietra e lontana dal cuore, sorrideva a chi lo avvicinava.
Questa sola trasmissione itinerante di Amore puro attraeva le persone, toccava i loro cuori e li cambiava.
Pian piano La Buona Novella cambiava coscienza e modo di vedere e vivere la realtà.
 
Oggi non è più così.
 
Potremmo anche fare mille dibattiti, ma se oggi il Vangelo è sempre più irrilevante, se Gesù Cristo e la Sua Chiesa (che sono anche io) sono facile bersaglio del peggio che l’uomo possa esprimere, forse è perché non lo vivo attraverso la mia vita.
 
In sintesi, è giusto e doveroso indignarci di fronte a certe manifestazioni di becera ignoranza.
 
Ma, chiediamoci se non ci siano altre responsabilità.
 
In Olanda una chiesa, una delle tante, viene chiusa per mancanza di fondi e venduta a monaci buddisti. Persone buone per altro.
Ebbene, i fedeli di quella chiesa, esortati a partecipare alla Eucarestia in una parrocchia distante pochi chilometri, per comodità restano e si trovano a seguire gli insegnamenti del Budda che, tanto, “esprime gli stessi concetti di fondo espressi da Gesù”.
 
La cosa è in sé poco edificante, ma prima di puntare il dito viene lecito chiedersi che cosa sia stato trasmesso a quei fedeli. Gesù o concetti su Gesù?
 
L’esperienza ci dice chiaramente che dove Gesù “c’è”, nella predicazione di un uomo di Dio, nell’abbraccio di una Comunità, nell’Agape fraterna, la gente macina senza problemi chilometri e parte presto da casa per non arrivare in ritardo.
 
Se Gesù, il Cristianesimo e i cristiani sono oggetto di derisione e allontanamento, devo chiedermi se non sono in qualche modo corresponsabile del reato di “omesso Vangelo”.
Reato contemplato, visto che Gesù mi ordina di annunciarlo in tutto il mondo.
 
Forse, scoprirò che, anziché aggiungere un po’ di paglia alla mangiatoia, in realtà ho aggiunto qualche spina alla corona del Messia.
 
Possa la Luce che viene nel mondo, e che suscita la furiosa reazione dei ratti che spuntano rabbiosi dal buio delle nostre fogne interiori, illuminare la mia mentee il mio cuore, affinché possa a mia volta illuminare chi mi è vicino e dare ragione di quel Cristo che ha accettato l’insulto e lo sputo per un solo, unico motivo:  
salvarmi e rendermi, finalmente, libero e felice.
 
Allora e solo allora sarà Natale. Il mio Natale.
 

Giulio Fezzardini