VENTIQUATTRESIMA MEDITAZIONE
Non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?

 

Con questa meditazione continua il ciclo di riflessioni spirituali sul vangelo di san Giovanni, tenute da padre Giuseppe Paparone alla Comunità Abbà e a tutti coloro che accolgono il suo invito a vivere insieme una volta al mese uno spazio di preghiera, crescita nella fede, riflessione personale e condivisione.

 

TESTO DEL VANGELO (Gv 18,1-11)

 


1 Dopo aver detto queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cedron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. 2Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. 3Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. 4Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». 5Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. 6Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. 7Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». 8Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», 9perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». 10Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. 11Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?».».

 

Meditazione 24 su Gv 18,11 – Giornata spirituale con la Comunità Abbà


Testo sintetico
della Meditazione 24


 

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