IL TEMPO DELL’EPIDEMIA: OPPORTUNITÀ PER MIGLIORARE LA NOSTRA UMANITÀ


 

Carissimi,
 
permettetemi di usare questo termine confidenziale che sento molto opportuno.
In questi giorni sempre più drammatici mi rivolgo a voi per condividere qualche pensiero, nella speranza che possa esservi di utilità.
 
Le situazioni di difficoltà mettono a dura prova i nostri sistemi personali di vita e per questo facciamo di tutto per evitarle.
Ci affanniamo dalla mattina alla sera cercando di costruire un modo che ci protegga sempre di più dal male, dalla malattia e dagli imprevisti negativi.
 
La nostra società occidentale, dopo la seconda guerra mondiale, ha cercato di strutturarsi in modo tale che solo il facile, il buono, il bello, l’immediatamente fruibile, fossero a nostra disposizione senza troppi affanni.
 
Si potrebbero fare molti esempi, ma, se si vuole avere una idea chiara ed esaustiva di quello che è il sogno seminato nei cuori degli uomini, basterebbe fare un esame anche superficiale dell’uso della pubblicità, sia dal punto di vista quantitativo che contenutistico: viaggi, cibi, case, vestiti, macchine…
 
Il “prodotto interno lordo” (pil) deve crescere, le borse devono crescere, lo spread si deve abbassare, l’economia non può rallentare… I migranti devono stare a casa loro, non possiamo aiutare tutti…
Per non parlare della esasperata sottolineatura sulla necessità che la libertà individuale sia percepita come un assoluto, senza un particolare richiamo alla connessione intrinseca con quella degli altri!
 
La convivenza sociale inculcata dai media è stata sapientemente costruita su queste parole magiche.
 
Guai a coloro che si oppongono al credo consumistico e libertario!
 
Improvvisamente, ci siamo svegliati in un altro mondo nel quale siamo costretti, contro voglia, stentatamente, a prendere atto che siamo interconnessi, ma non in modo mediatico; ovvero, che esiste il corpo sociale e che ognuno di noi non può pensarsi a prescindere dalla relazione con il nostro prossimo, vicino o lontano che sia.
Non siamo onnipotenti, non siamo immortali, non siamo nemmeno potenti e autosufficienti!
 
Sorvolando sulla considerazione, anche banale, che basta un virus per minare la nostra sicurezza fisica e psicologica, ci troviamo impotenti, limitati, senza risposte certe e sicure rispetto a un evento che tutto sommato fa parte naturale della vita: noi del cosiddetto primo mondo ce ne eravamo dimenticati, volevamo dimenticarcene, non guardando invece a quei mondi dove il convivere con le epidemie è la normalità.
 
Questa epidemia ci costringe a un bagno di realismo e ci invita a rivisitare il nostro modo di stare insieme, di costruire la società, di sentirci umani.
 
Può rappresentare una grandissima opportunità perché può donarci la possibilità di modificare in meglio la nostra umanità.
 
Ci ricorda che nessun individuo, né alcun popolo, può pensarsi in modo individualistico, separato e protetto dagli altri: siamo una umanità, tutti accomunati da un unico destino, tutti fisicamente e psicologicamente interconnessi.
 
Tutti abbiamo una responsabilità personale verso noi stessi e verso gli altri.
 
Ognuno di noi può fare qualcosa di buono a favore del prossimo, può gratuitamente donare tempo, denaro, ingegno, condividere con il prossimo la propria umanità senza cercare di asservire l’altro al proprio benessere.
 
È bello vedere quanta gente lavora e si dona in questa lotta contro il coronavirus e contro i limiti delle nostre strutture.
 
È molto triste venire a conoscenza di persone che cercano di delinquere e di profittare di questa situazione per perseverare nel male, a partire dal rincaro delle mascherine o dei disinfettanti. Questi non sono delinquenti abituali, scarti della vita, ma “persone per bene”, produttori “onesti”!
 
Carissimi, in questo periodo magico abbiamo il tempo e la possibilità di guardare dentro di noi e analizzare le nostre reazioni e le nostre intenzioni.
 
Possiamo conoscerci meglio e possiamo deciderci di voler crescere nella nostra umanità e nella nostra socialità.
 
Possiamo scegliere di schierarci dalla parte di coloro che durante la tempesta gettano le basi per una società migliore.
 
Infine, per i credenti questa può essere la vera grande occasione per vivere il tempo quaresimale in modo reale: astinenza, digiuno, silenzio, preghiera, meditazione, affidamento, fiducia, speranza.
 
Quanti preziosi doni spirituali possiamo ricevere, se lo vogliamo, se interagiamo come discepoli di Gesù, come persone che non sono in balía del caso, ma che si sentono figli di Dio che camminano in questo mondo protesi a conseguire il vero e imperituro bene, il solo per cui val la pena vivere e soffrire: il Regno di Dio.
 
Buona quaresima.
 
Fra Giuseppe