Il Salmo 44:
 
Canto nuziale per il Re e la Regina


 
 
 
 

TESTO DEL SALMO 44 (45)

Mi ferve in cuore una parola soave;
io dico: «L’opera mia è per il re;
la mia lingua sarà come la penna di un abile scrittore».

 
Tu sei bello, più bello di tutti i figli degli uomini;
le tue parole sono piene di grazia;
perciò Dio ti ha benedetto in eterno.

 
Cingi la spada al tuo fianco, o prode;
vèstiti della tua gloria e del tuo splendore.
Avanza maestoso sul carro,
per la causa della verità, della clemenza e della giustizia; la tua destra compia cose tremende.

 
Le tue frecce sono acuminate;
i popoli cadranno sotto di te;
esse penetreranno nel cuore dei nemici del re.

 
Il tuo trono, o Dio, dura in eterno;
lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia.

 
Tu ami la giustizia e detesti l’empietà.
Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto d’olio di letizia;
ti ha preferito ai tuoi compagni.
Le tue vesti sanno di mirra, d’aloe, di cassia;
dai palazzi d’avorio la musica degli strumenti ti rallegra.



Figlie di re sono fra le tue dame d’onore,
alla tua destra sta la regina, adorna d’oro di Ofir.10 Ascolta, fanciulla, guarda e porgi l’orecchio;
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre,

 
11 e il re s’innamorerà della tua bellezza.
Egli è il tuo signore, inchìnati a lui.

 
12 E la figlia di Tiro ti porterà regali,
e i più ricchi del popolo ricercheranno il tuo favore.

 
13 Tutta splendore è la figlia del re,
nelle sue stanze;
la sua veste è tutta trapunta d’oro.

 
14 Ella sarà condotta al re avvolta in vesti ricamate;
seguita dalle vergini sue compagne,
che gli saranno presentate;

 
15 saranno condotte con gioia ed esultanza;
ed esse entreranno nel palazzo del re.

 
16 I tuoi figli prenderanno il posto dei tuoi padri;
li farai prìncipi su tutto il paese.

 

17 Io renderò celebre il tuo nome per ogni età;
perciò i popoli ti loderanno in eterno.

 

 
 

Il Salmo 44 (44 secondo la numerazione “greca”, 45 secondo la numerazione “ebraica”) è un salmo matrimoniale, o, come lo si definisce tecnicamente, un epitalamio regale, cioè un canto per le nozze di un re.
 
È possibile che la sua origine storica sia effettivamente quella delle nozze di un re di Israele, con riferimenti concreti a un rituale in cui la sposa viene introdotta nella corte con un grande seguito. Il salmo però è stato riletto fin dai tempi antichi in senso spirituale, per cui il canto delle nozze del re viene ad assumere una forte valenza teologica: il re di cui si parla è Dio, e la sposa che diventa regina è il popolo.
 
Il salmo che celebra le nozze del re viene posto come risposta al desiderio dell’intervento di Dio: Dio ama il suo popolo, non si è dimenticato di lui, e questo rapporto di alleanza è un forte legame di amore.
 
Il salmo ha quindi una dimensione cristologica importante, perché annuncia il futuro re Messia.  
Anche nella tradizione giudaica, inoltre, questo salmo era letto come profezia messianica: Messia infatti è sempre considerato aggettivo di re, e nel linguaggio corrente gli ebrei dicono il re Messia, il Re consacrato da Dio. Di conseguenza, questo è un testo che parla di Gesù: nel momento in cui noi identifichiamo l’uomo-Gesù con il Messia, infatti, i Salmi parlano di Gesù, e le nozze di Cristo sono l’incarnazione, cioè l’amore con la natura umana.
 
Non è un caso dunque se questo salmo fin dall’antichità viene cantato nella liturgia solenne della Notte di Natale.
 
L’Ufficio delle Letture del giorno di Natale prevede:

  • Il Salmo 2: “Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato” è il re che sale al trono.
  • Il Salmo 18: “I cieli narrano la gloria di Dio” e il sole sorge nella stanza nuziale.
  • Il Salmo 44 con l’annuncio delle nozze del re.

 

L’unione di Dio con l’umanità rappresenta le nozze fondamentali, che garantiscono l’impegno di Dio per la salvezza.
 
Questo salmo è difficile da leggere, perché deve essere continuamente interpretato: ci troviamo di fronte a tanti riferimenti pratici, concreti: sono descrizioni del re come grande guerriero che si prepara per l’impresa importante.
 
Tutti questi particolari, inoltre, non sono realistici, ma devono essere intesi come metafore, come grandi immagini di altre realtà; quindi, non ci si deve fermare sui particolari, ma avere il quadro globale.
 
All’inizio del Salmo 45 compare l’Autore; fa capolino nel testo, si presenta: 2Effonde il mio cuore liete parole: io canto al re il mio poema, la mia lingua è stilo di scriba veloce.
È uno scriba abile che si presenta e dichiara il suo intento: dedicare un poema al re, perché le belle parole gli escono dal cuore.
 
3 Tu sei il più bello fra i figli dell’uomo. È una splendida dichiarazione, ma a chi si rivolge? Allo sposo, che è il re, cioè il Messia e quindi Gesù!
 
Sulle tue labbra è diffusa la grazia. Lo invita ad armarsi, “la spada”, ma quella spada serve “per la causa della verità, della mitezza, della giustizia”.
 
La tua destra ti mostri prodigi  6le tue frecce colpiscano al cuore i nemici del re.
 Sono gli auguri di una vittoria nel combattimento: “sotto di te cadono i popoli”. 7Il tuo trono Dio dura per sempre;
 
Ma non stava parlando al re?
 
Adesso però chiama “Dio” il re, c’è una maturazione di fede: non sta parlando a un re terreno, a un qualsiasi monarca di Israele; sta parlando a Dio, in quanto re che regna sul popolo: “il tuo trono dura per sempre”.
 
È scettro giusto, giusto lo scettro del tuo regno. 8Ami la giustizia e l’empietà detesti: Dio il tuo Dio ti ha consacrato con olio di letizia, a preferenza dei tuoi uguali.
 
Questo è un versetto che i Padri della Chiesa hanno sempre interpretato come una delle prove trinitarie dell’Antico Testamento.
 
Il salmista si sta rivolgendo a Dio e gli dice “il tuo Dio ti ha consacrato”: il Messia è chiamato Dio, e si dice che è stato consacrato da Dio.
È il Padre che consacra il Figlio.
 
9Le tue vesti son tutte mirra, aloe e cassia, cioè adopera tre nomi di unguenti preziosi per dire che sono profumate,  dai palazzi di avorio ti allietano le cetre; 10figlie di re stanno fra le tue predilette, alla tua destra la regina, in ori di Ofir.
 
Chi è la regina che sta alla destra del re?
 
La madre, non la moglie; la sposa del re non sta mai sul trono. Sul trono a fianco del re siede la madre del re, perché nella situazione storica dell’Antico Israele il re aveva molte mogli… e una madre sola.
Fra i figli del re uno diventa regnante al posto del padre; quando il figlio saliva al trono,la madre diventava regina.  Ecco perché è il salmo responsoriale nel giorno dell’Assunta e ripetiamo come versetto: “Risplende Signore la regina alla tua destra”: è una rilettura sapienziale di questo salmo.
 
Alla destra del Re Messia siede la Regina Madre e la meditazione cristiana dell’Assunzione di Maria parte anche da questo versetto. Seduta alla destra del re, dunque è la madre, non la moglie. La moglie è la Chiesa, cioè l’umanità redenta che viene condotta al Re.  
Nella seconda parte ci si rivolge a una donna: 11Ascolta, figlia, guarda porgi l’orecchio: dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.
 
Dimentica quello che eri prima, adesso comincia una nuova storia per te; è l’umanità che diventa sposa del Re Messia.
Egli è il tuo Signore, prostrati a lui.
 
La Regina Madre sta seduta alla destra del re; la sposa che viene portata deve prostrarsi e inginocchiarsi davanti al re.
 
È una serie di immagini poetiche, ricche di particolari, per indicare la bellezza delle nozze del re Messia con l’umanità.
 
Da questa coppia nasceranno dei figli: Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; li farai capi di tutta la terra. Questo versetto nella liturgia è applicato agli apostoli.
 
I figli di quelle nozze sono allora i figli del Re Messia, che ha generato gli apostoli e ha comunicato un regno che raggiunge tutta la terra.18Farò ricordare il tuo nome per tutte le generazioni; i popoli ti loderanno in eterno per sempre.
 
Notiamo l’apertura finale universalista; non c’è una chiusura nazionalista: si sta parlando di un re e di una regina, ma l’attenzione è “a tutti i popoli e a tutte le generazioni”.
 
Questo è l’indizio di una rilettura teologica: non ci troviamo di fronte al matrimonio del secolo di una coppia di monarchi, ma si adopera un testo appartenente a quel genere letterario per comunicare una rivelazione teologica.
 
È una risposta: Dio entra in comunione con l’umanità al punto da sposarla, e sicuramente questa unione d’amore garantisce una discendenza universale.

 

prof.ssa Ebe Faini Gatteschi
filosofa e docente