LA DIETA DI DIO

 

Certamente questo titolo può farci sobbalzare per il tono apparentemente irriverente.
 
Ma, la cosa in realtà è più seria di quel che sembra.
 
Il cibo, meglio, la nostra relazione col cibo, è diventata uno degli aspetti più problematici del nostro vivere quotidiano.
Abbiamo tutti i cibi che vogliamo tutto l’anno, mangiamo tanto di più e troppo, tutte le ore del giorno, e questo ha portato il pianeta del benessere (perché, non dimentichiamo, che comunque milioni di persone vivono nella fame, quella vera), i paesi delle econome “sazie”, appunto, a confrontarsi con un numero crescente di patologie legate ad una alimentazione disordinata. Eppure, una vita sobria, con abitudini alimentari controllate potrebbe farci vivere molto meglio.

Questo per il corpo.

Se, però, entriamo nella sfera dello spirito, le cose cambiano ancora. Perché cibo e anima vivono in un rapporto di stretta dipendenza.
 
Mangiare troppo ostacola la vita spirituale.
 
Uno stomaco pesante appesantisce mente e spirito.
Ecco, allora, che la ripresa della pratica del digiuno assume oggi un valore particolare per la nostra vita di fede.
E deve far pensare l’insistenza con cui la Madonna, “nella sue apparizioni a Medjugorje”, insiste su questo aspetto per la nostra relazione con Dio.
 
Tornando alla “dieta di Dio”, trovi di seguito i riferimenti dell’articolo riportato sul Corriere della sera del 13 novembre 2013.

Come curiosità, senz’altro, ma anche come opportuno spunto di riflessione.

 

PASTI FRUGALI E DIGIUNO PER CORPO E ANIMA

Usa, spopola la «dieta di Dio»

Molte varianti disponibili e tanti guru da seguire per menu ispirati alla Bibbia

 

Frutta, cereali integrali e verdura per 21 giorni. Con la possibilità di digiunare a scelta.  
Un regime alimentare frugale, ispirato all’Antico Testamento e alla tradizione giudaico-cristiana, che porta a praticare regolarmente l’astinenza dai pasti per lunghi periodi.
 
È la «dieta di Dio» o «digiuno di Daniel», che sta spopolando nelle tante declinazioni disponibili negli Usa.
 
Una dieta ormai seguitissima da centinaia di migliaia di persone, soprattutto nelle comunità religiose nel Paese. Oltre a essere una miniera d’oro per chi ha fiutato il business, visto che sul nome non ci sono diritti d’autore.
Il «digiuno di Daniel» deriva infatti dalla storia raccontata nella Bibbia del nobile giudeo Daniele che, per non contaminarsi, aveva preferito rifiutare le bevande e il cibo che il re di Babilonia gli aveva offerto …

 

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