TESTO DEL VANGELO (Gv 16,12-15)

 


In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
 
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
 
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
 
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

 
 
 
 
 

COMMENTO AL VANGELO di DON NUNZIO CAPIZZI

 
Lo Spirito illuminatore
 
 
Lettura
 
Il testo, che contiene il quinto detto giovanneo sul Paraclito, illustra l’opera dello Spirito Santo nei confronti della comunità. Gesù afferma di avere ancora molte cose da dire ai discepoli, di cui essi non possono reggere il peso e che, perciò, tace. Lo «Spirito di verità» introdurrà i discepoli nella verità e la renderà, per loro, sempre più trasparente. La “glorificazione” di Gesù (cioè il suo riconoscimento e il dono del potere di perfezionare la sua opera) avviene da parte del Padre. Il Paraclito, tuttavia, contribuisce, con l’annuncio sempre nuovo del mistero del Figlio, al compimento dell’opera salvifica e, con ciò, partecipa pure alla sua glorificazione.
 
Meditazione
 
Ci sono gradi diversi nella conoscenza della verità: ad esempio, si può sapere una cosa per averla imparata a memoria oppure con una consapevolezza profonda. Continuando nell’esempio, una cosa è sapere a memoria che Gesù è morto per noi e un’altra avere la consapevolezza profonda di ciò che significa essere salvati dal Signore Gesù, di cosa significa per Gesù essere morto, aver offerto la sua vita per amore.
 
Entrare nella profondità della verità, sentire la verità viva in noi, è una grande grazia e questa grazia viene donata dallo «Spirito di verità», che guida alla pienezza della verità.
Solo chi è illuminato dallo Spirito illuminatore può gustare, in qualche modo comprendere e parlare della verità divina. Lo Spirito Santo, inoltre, annuncia ai discepoli «le cose future», letteralmente «ciò che sta per venire».

 
In altri termini, possiamo dire che lo Spirito Santo guida i discepoli nel futuro, nel vivere la fede secondo le modalità richieste dalla condizione futura, nel vedere la realtà con gli occhi del Cristo che è venuto a salvare il mondo e che «verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti».
 
Quelli che hanno ricevuto lo Spirito Santo vivono il presente alla luce del passato di Gesù, nel ricordo attualizzante di lui, e vivono pure nella rinuncia alle previsioni scientifiche o agli oroscopi, che servono a ingannare l’angoscia presente, preferendo porre il fondamento nell’unica profezia che va presa sul serio.
Vivono, cioè, nella speranza di incontrare colui che è «l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine» (Ap 22,13), colui che assicura: «Sì, verrò presto!» (Ap 22,20).

 
Preghiera
 
«Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato […]. Sii luce all’intelletto, fiamma ardente nel cuore […]. Luce d’eterna sapienza, svelaci il grande mistero di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore. Amen».
 
Agire
 
Oggi, chiederò al Signore che le cose che ho imparato diventino in me una realtà viva.

 
 

COMMENTO AL VANGELO dei PADRI CARMELITANI

 
In queste settimane del tempo pasquale, i vangeli di ogni giorno sono quasi sempre tratti dai capitoli dal 12 al 17 di Giovanni. Ciò rivela qualcosa riguardo all’origine e al destino di questi capitoli. Rispecchiano non solo ciò che avvenne prima della passione e della morte di Gesù, ma anche e soprattutto il vissuto della fede delle prime comunità dopo la risurrezione. Rispecchiano la fede pasquale che le animava.
 
Giovanni 16,12: Ancora ho molte cose da dire.
 
Il vangelo di oggi comincia con questa frase: “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso”.  
In queste parole di Gesù appaiono due cose.
 
Il clima d’addio che marcava l’ultima cena, e la preoccupazione di Gesù, il fratello maggiore, con i suoi fratelli minori che tra breve rimarranno senza la sua presenza. Il tempo che rimaneva era poco. Tra breve Gesù sarà preso. L’opera iniziata era incompleta. I discepoli erano appena all’inizio dell’apprendistato.
Tre anni sono molto pochi per cambiare vita e per cominciare a vivere e a pensare ad una nuova immagine di Dio.
La formazione non era terminata.
Mancava molto, e Gesù aveva ancora molte cose da insegnare e trasmettere.
Ma lui conosce i suoi discepoli.
Non sono tra i più intelligenti. Non sopporterebbero di conoscere già tutte le conseguenze e le implicazioni del discepolato. Rimarrebbero scoraggiati. Non sarebbero capaci di sopportarlo.
 
Giovanni 16,13-15: Lo Spirito Santo darà il suo aiuto.
 
“Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà.”
 
Questa affermazione di Gesù rispecchia l’esperienza delle prime comunità.
 
Nella misura in cui cercavano di imitare Gesù, cercando di interpretare ed applicare la sua Parola alle varie circostanze della loro vita, sperimentavano la presenza e la luce dello Spirito. E questo avviene fino ad oggi nelle comunità che cercano di incarnare la parola di Gesù nelle loro vite.
La radice di questa esperienza sono le parole di Gesù: “Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà”.
 
L’azione dello Spirito Santo nel Vangelo di Giovanni.
 
Giovanni usa molte immagini e simboli per dimostrare l’azione dello Spirito Santo.
 
Come nella creazione (Gen 1,1), così lo Spirito scese su Gesù “sotto forma di colomba, venuta dal cielo” (Gv 1,32).
 
E’ l’inizio della nuova creazione!
 
Gesù parla le parole di Dio e ci comunica lo Spirito, senza misura (Gv 3,34).
Le sue parole sono Spirito e Vita (Gv 6,63).
 
Quando Gesù dà il suo addio, disse che avrebbe mandato un altro consolatore, un altro difensore, che rimaneva con noi.
E’ lo Spirito Santo (Gv 14,16-17).
Per la sua passione, morte e risurrezione, Gesù conquistò il dono dello Spirito per noi.
 
Per il battesimo tutti noi riceviamo questo stesso Spirito di Gesù (Gv 1,33). Quando apparvero gli apostoli, soffiò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo!” (Gv 20,22).
Lo Spirito è come l’acqua che sgorga dal di dentro delle persone che credono in Gesù (Gv 7,37-39; 4,14).
 
Il primo effetto dell’azione dello Spirito in noi è la riconciliazione: “A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi” (Gv 20,23).
 
Lo Spirito che Gesù ci comunica ha un’azione multipla: consola e protegge (Gv 14,16), comunica la verità (Gv 14,17; 16,13), fa ricordare ciò che Gesù insegnò (Gv 14,26); darà testimonianza di Gesù (Gv 15,26); manifesta la gloria di Gesù (Gv 16,14); convincerà il mondo riguardo al peccato, alla giustizia (Gv 16,8).
 
Lo Spirito ci viene dato per poter capire il significato pieno delle parole di Gesù (Gv 14,26; 16,12-13).
Animati dallo Spirito di Gesù possiamo adorare Dio in qualsiasi luogo (Gv 4,23-24).
 
Qui si realizza la libertà dello Spirito di cui parla San Paolo: “Dove c’è lo Spirito del Signore, lì c’è libertà” (2Cor 3,17).

 

SPUNTI DI RIFLESSIONE PERSONALE

 

  • Come vivo la mia adesione a Gesù: solo o in comunità?

  • La mia partecipazione alla comunità mi ha portato qualche volta a sperimentare la luce e la forza dello Spirito Santo?