TESTO DEL VANGELO (Gv 17,11-19)

 


In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]  
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
 
Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
 
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
 
Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

 

COMMENTO AL VANGELO dei MONACI BENEDETTINI SILVESTRINI

 
Perché siano una cosa sola
 

Dinanzi alla passione Gesù predìce ai suoi che l’avrebbero lasciato solo.
Aggiunge che essi stessi si sarebbero dispersi. San Luca ci raccontava dei due discepoli di Emmaus che hanno lasciato la propria comunità di Gerusalemme e vagano verso un villaggio distante sette miglia.
 
La Chiesa è ancora vittima di interiori lacerazioni, vecchie e nuove e nella nostra società assistiamo spaventati al sempre più frequente fenomeno delle separazioni coniugali.
Quanto è urgente quindi sentire, ancora una volta, l’accorata preghiera di Gesù per l’unità della Chiesa, dei suoi ministri e discepoli di ogni epoca.
L’unità nella Chiesa è il segno visibile dell’amore che ci unisce nell’unico vero Dio.
È allo stesso tempo la dimostrazione dell’efficacia della redenzione che ci ha riconciliati al Padre e tra di noi.

Oltre che essere illuminati dalla stessa fede e animati dall’unico Spirito, noi siamo convocati anche all’unica mensa della Parola e del pane di vita.
 
Sarebbe scandaloso e sacrilego quindi essere causa di divisione e fonte di dissidi dopo aver goduto di tanta grazia. Dopo essere stati consacrati nella verità. L’unità vissuta in Dio diventa motivo della nostra gioia perché così noi alimentiamo la speranza nei beni futuri, così godiamo della certezza di essere amati da Dio e capaci di amarci scambievolmente.
 
Questo è il messaggio finale, l’auspicio e l’impegno che Gesù ha lasciato alla sua Chiesa.
Una grande immensa apertura che conduce al cuore stesso di Dio e nutre di linfa soprannaturale l’intera nostra umanità.
Quello che Gesù chiede ed implora per noi è quanto noi, come credenti, come Chiesa dobbiamo annunciare e testimoniare per essere luce del mondo e sale della terra.
Questa è la ragione per cui la liturgia ci fa ascoltare e meditare la preghiera di Gesù in prossimità della Pentecoste. Quello Spirito è la fonte dell’unità nell’amore che lui è.

 
 

COMMENTO AL VANGELO dei PADRI CARMELITANI

 
Siamo nella novena di Pentecoste, in attesa della venuta dello Spirito Santo.
 
Gesù dice che il dono dello Spirito Santo è dato solo a chi lo chiede nella preghiera (Lc 11,13).
 
Nel cenacolo, per nove giorni, dall’Ascensione a Pentecoste, gli apostoli perseverarono nella preghiera insieme a Maria, la madre di Gesù (At 1,14). Per questo ottennero in abbondanza il dono dello Spirito Santo (At 2,4).
Il vangelo di oggi continua a porre dinanzi a noi la Preghiera Sacerdotale di Gesù.
E’ un testo molto, molto opportuno per prepararci questi giorni alla venuta dello Spirito Santo nella nostra vita.
 
Giovanni 17, 11b-12: Custodiscili nel tuo nome!
 
Gesù trasforma la sua preoccupazione in preghiera: “Custodisci nel tuo nome, coloro che tu mi hai dato, perché siano una cosa sola con noi!” Tutto ciò che Gesù fa nella sua vita, lo fa nel Nome di Dio.
Gesù è la manifestazione del Nome di Dio.
Il Nome di Dio èJavé, JHWH.
Al tempo di Gesù, questo nome veniva pronunciato dicendo Adonai, Kyrios, Signore.

Nel discorso di Pentecoste, Pietro dice che Gesù, per la sua risurrezione, è stato costituito Signore: “Sappia, dunque, con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso”. (At 2,36). E Paolo dice che questo è stato fatto perché “ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre!” (Fil 2,11).
E’ il “Nome che sta al di sopra di qualsiasi altro nome” (Fil 2,9), JHWH o Javé, il Nome di Dio, ricevette un volto concreto in Gesù di Nazaret!
L’unità deve essere costituita attorno a questo nome: Custodiscili nel tuo nome, il nome che tu mi hai dato, affinché siano uno come noi. Gesù vuole l’unità delle comunità, in modo che possano resistere dinanzi al mondo che le odia e le perseguita. Il popolo unito attorno al Nome di Gesù non sarà mai vinto!
 
Giovanni 17,13-16: Che abbiano la pienezza della mia gioia.
 
Gesù sta dicendo addio. Tra breve se ne andrà. I discepoli continuano nel mondo, saranno perseguitati, saranno afflitti. Per questo, sono tristi. Gesù vuole che la loro gioia sia completa. Loro vogliono continuare a stare nel mondo senza essere del mondo. Ciò significa, in modo concreto, vivere nel sistema dell’impero, sia liberale che romano, senza lasciarsi contaminare. Come Gesù e con Gesù devono vivere a contromano del mondo.
 
Giovanni 17,17-19: Come tu mi inviasti, io li invio.
 
Gesù chiede che siano consacrati nella verità. Cioè, che siano capaci di dedicare tutta la loro vita a testimoniare le loro convinzioni rispetto a Gesù e Dio Padre. Gesù si santificò nella misura in cui, nel corso della sua vita, rivelò il Padre.
Lui chiede che i discepoli entrino nello stesso processo di santificazione. La loro missione è la missione stessa di Gesù. Loro si santificano nella misura in cui, vivendo l’amore, rivelano Gesù ed il Padre. Santificarsi significa diventare umani come lo fu Gesù.
Il Papa Leone Magno diceva: “Gesù fu tanto umano, ma tanto umano, come solo Dio può essere umano”. Per questo dobbiamo vivere a contromano del mondo, poiché il sistema del mondo disumanizza la vita umana e la rende contraria alle intenzioni del Creatore.

 

SPUNTI DI RIFLESSIONE PERSONALE

 

  • Gesù visse nel mondo, ma non era del mondo. Visse a contromano del sistema e, per questo, fu perseguitato e fu condannato a morte. Ed io? Vivo a contromano del sistema di oggi, o adatto la mia fede al sistema?

  • Preparazione per la Pentecoste. Invocare il dono dello Spirito Santo, lo Spirito che dette coraggio a Gesù. In questa novena di preparazione alla Pentecoste, è bene dedicare un poco di tempo a chiedere il dono dello Spirito di Gesù.