IL PROBLEMA DEL MALE

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  • #30903 Risposta

    Matteo

    Gentile Padre Giuseppe,

    San Tommaso, per spiegare come l’esistenza di Dio sia conciliabile con l’esistenza del male, scrive, citando Sant’Agostino, che “Dio permette il male solo per trarvi un bene maggiore”. Le domando come vada interpretata questa risposta.

    Dio permette il male solo per trarvi un bene maggiore CHE NON AVREBBE ALTRIMENTI POTUTO OTTENERE?

    Se si prende questa posizione, che inizialmente sembra intuitiva, come fanno molti filosofi della religione contemporanei, resta tuttavia la grande difficoltà di dire quale bene, nella sua onnipotenza, Dio non avrebbe potuto ottenere senza la caduta nel peccato dell’umanità e tutti i mali morali e naturali a cui assistiamo ogni giorno.
    Forse Dio non avrebbe potuto ottenere la libertà delle sue creature senza dare a queste la possibilità di commettere il male e di subirlo? Eppure, se non sbaglio, la teologia nega che la possibilità di peccare sia necessaria alla libertà umana. Non era forse sommamente libera Maria Santissima? Non sono forse liberi i bambini che muoiono battezzati prima di raggiungere l’età di ragione?

    L’altra interpretazione è dire che Dio non contraddice la sua perfezione se permette un male per trarne un bene maggiore, ANCHE allorchè Egli avrebbe potuto quel bene senza il male da cui l’ha tratto.
    E come difendere questa posizione? Ho visto un video in cui un filosofo argomenta che siccome Dio è creatore del mondo intero, del mondo nel suo complesso, contraddirebbe la propria perfezione SOLTANTO se creasse un mondo che non è “perfettamente ordinato” ovvero dove i mali non sono finalizzati al bene dell’intero (come una foglia che muore per la salute dell’albero ecc…) , MA NON se crea un mondo nel quale alcule cose particolari mancano di un qualche bene, come un animale malato o anche un uomo che pecca. Allego il link del video in questione (https://www.youtube.com/watch?v=Vku0LcbNSzo).

    Le chiedo quale delle due interpretazioni della risposta agostiniano-tomistica al problema del male sia quella corretta, ed eventualmente, come difendere la ragionevolezza di tale risposta. Le chiedo scusa per la lunghezza della domanda e la ringrazio in anticipo per la risposta.

    #30986 Risposta

    Gentile Matteo,

    la nostra è una intelligenza creata che cerca di capire.

    Con la nostra ragione possiamo comprendere il creato, ma per conoscere il pensiero di Dio abbiamo solo la Rivelazione la quale ci dice che Dio ha creato l’uomo dandogli la possibilità di non ascoltare e rispettare le sue leggi (peccato).

    La libertà consiste proprio in questa possibilità di accogliere o rifiutare.

    Non vedo quale altro tipo di libertà possa esistere.

    Anche i puri spiriti hanno dovuto determinarsi scegliendo Dio (Angeli che servono Dio) o se stessi (satana e i suoi accoliti).

    Questo ci dice la Scrittura e questo possiamo conoscere.

    Quanto a chiedersi che cosa Dio avrebbe potuto fare e perché ha fatto questo e non quello, credo sia una domanda oziosa, in quanto non può avere una risposta sicura, se non solo quella che a colui che la pone sembra più ragionevole.

    La nostra ragione, però, non attinge Dio direttamente; essa è fatta per astrarre l’intellegibile dalla materia sensibile e, quindi, le è preclusa la conoscenza del mondo di Dio al di fuori della Rivelazione.

    E torniamo al punto di partenza…

    Le auguro di potersi concentrare nel comprendere la Rivelazione con la ragione illuminata dalla Spirito Santo, per poterla vivere e avvicinarsi per questa via a Dio.

    La ringrazio per la domanda e Le auguro di cuore un 2017 ricco di ogni bene.

    Fra Giuseppe P. o.p.

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