“VOLUNTARIUM IN CAUSA” – SAN TOMMASO

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Questo argomento contiene 3 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Il Teologo risponde Il Teologo risponde 4 mesi fa.

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  • #34897 Risposta

    Alessandro

    Carissimo Padre,

    potrebbe spiegarmi la dottrina del “voluntarium in causa” (San Tommaso, Summa theologiae, II-II, q. 64 a. 8)?

    Grazie,

    Alessandro

    #35009 Risposta

    Gentilissimo Alessandro,

    il testo della Summa intende dire che un omicidio che avviene mentre qualcuno sta agendo lecitamente (conseguenza collaterale) non è voluto e quindi non è propriamente peccato, in quanto il peccato – per essere tale – deve essere volontario.

    L’atto della volontà infatti è diretto ad un fine o ad un mezzo in vista di un fine; se questo non ha per fine o per mezzo l’omicidio, ma questo accade “casualmente”, questa morte non può essere imputata come peccato a colui che stava svolgendo quell’azione nei dovuti modi.

    Il “voluntarium in causa” vuol dire che, per quanto non si sia voluto direttamente un effetto, avendo tuttavia agito in modo difettoso (imprudente o inadeguato, mentre ciò era prevedibile e risolvibile) si è responsabili di quanto è accaduto per quanto riguarda la causa: ad es., so che ho i freni usurati, utilizzo ugualmente l’auto e ho un incidente perché i freni non hanno funzionato bene… per quanto non abbia “voluto” l’incidente, ne sono moralmente responsabile.

    Grazie per la domanda.

    Auguri di un felice santo Natale,

    fra Marco op

    #36784 Risposta

    Alessandro

    Carissimo fra Marco,
    La ringrazio per la risposta, volevo chiederLe come si applica il volontarium in causa in una possessione diabolica?da un punto di vista morale come vanno giudicate le azioni di una persona posseduta?
    Grazie Alessandro

    #36810 Risposta

    Caro Alessandro,

    Come dice la parola stessa, la persona “posseduta” non è libera e quindi non può essere responsabile.

    Ti ringrazio per la domanda,

    fra Giuseppe

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