FEDE TEOLOGALE
E
ATTIVITÀ PASTORALE

 
 
10Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. 11Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. 12Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo, «Io invece sono di Apollo, «Io invece di Cefa, «E io di Cristo. 13È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo?  (1Cor,1-13)
 

A distanza di duemila anni la Parola di Dio rimane attuale svelando all’uomo le sue debolezze e la propria miseria.
 
Anche noi nel nostro oggi, infatti, assistiamo un po’ attoniti a queste divisioni che indeboliscono la Chiesa e rendono meno efficace la sua azione pastorale come corpo e come famiglia di Dio chiamata a illuminare il mondo.
 
Da molti anni la nostra amata Chiesa vive un grandissimo travaglio interno che vede ormai coinvolte in modo quasi feroce le più alte gerarchie ecclesiastiche. Da quando è stato eletto papa Francesco il dibattito si è poi acuito in modo drammatico.
 
Il Concilio Vaticano II era stato indetto, ricordiamolo, per dare alla Chiesa una nuova possibilità, più attuale e consona agli uomini del nostro tempo, affinché potesse continuare ad essere luce del mondo e sale della terra.
 
Al contrario, invece, ne è nato uno scontro feroce che ha ormai raggiunto un livello altissimo e drammatico.
 
Il Presidente della CEI, infatti, rivolgendosi ai contestatori del Papa è arrivato a dire che chi non è d’accordo con la linea del Papa può anche andare altrove…
 
Nel dibattito che vede coinvolte due porzioni di fedeli più intransigenti, che si fronteggiano in modo aspro, a volte mi sembra di percepire il tifo da stadio, si confondono i due piani: dottrinale e pastorale, attraverso i quali prende forma e si sviluppa la vita della Chiesa.
 
I piani della Dottrina e della Pastorale tra loro sono ben distinti pur avendo una reciproca interazione che, però, per il comune fedele può rappresentare una fonte di confusione.
Questa confusione, poi, oggi è alimentata ad arte dai media e da coloro che ad ogni costo vogliono far prevalere il proprio punto di vista.
 
In questo momento, non voglio entrare nel merito delle singole questioni, ognuna delle quali esige una propria considerazione. Desidero semplicemente offrirvi una riflessione generale, d’insieme, per far sì che tutti possiamo dare un contributo al bene della Chiesa.
 
Chiesa che, non dimentichiamolo, è una, santa e cattolica. Rappresentata e guidata dal Papa al quale dobbiamo massimo rispetto, fiducia e collaborazione.
 
Iniziamo, quindi, a pregare per l’unità della Chiesa Cattolica, ad assumere un atteggiamento di misericordia e di pazienza verso tutti i credenti, anche coloro che, a nostra avviso, seguono posizioni erronee.
 
Invochiamo lo Spirito Santo affinché distribuisca con abbondanza il dono del Consiglio.
 
Nel nostro piccolo possiamo fare moltissimo con la preghiera e l’impegno nella misericordia; vi invito pertanto a recitare una volta al giorno il Veni creator Spiritus a favore del discernimento ecclesiale e a coinvolgere in questa intenzione quante più persone possibile.
 
Successivamente, esporrò la mia riflessione sui temi oggetto di scontro, cercando di favorire sia una maggiore comprensione dei problemi sui quali c’è divisione, sia la composizione delle posizioni nella carità.
 
Fra Giuseppe op