«Il rappresentante vaticano a Ginevra:
«Sorpresi per le accuse»

 

7/2/2014 – ANDREA TORNIELLI

sezione de La Stampa

 

Tomasi: «Sembra che il rapporto sia stato preparato prima dei nostri colloqui. Probabilmente Ong con interessi sull’omosessualità hanno rafforzato una linea ideologica»
 
«La prima reazione è di sorpresa», sembra quasi che il rapporto «fosse già stato preparato prima dell’incontro la delegazione della Santa Sede, che ha dato in dettaglio risposte precise su vari punti».
 
Non nasconde il suo disappunto il vescovo Silvano Tomasi, osservatore permanente vaticano all’ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra. La Santa Sede appare spiazzata dalle argomentazioni riportate nel duro rapporto conclusivo del Comitato Onu per i diritti del fanciullo, pubblicato oggi, nel quale si afferma che la Santa Sede continua a violare i diritti dell’infanzia.
 
Tomasi è stato intervistato da Radio Vaticana.
 
«Bisognerà aspettare, leggere attentamente e analizzare in dettaglio quanto scrivono i membri di questa Commissione – ha detto Tomasi – Ma la prima reazione è di sorpresa, perché l’aspetto negativo del documento che hanno prodotto è che sembra quasi che fosse già stato preparato prima dell’incontro del Comitato con la delegazione della Santa Sede, che ha dato in dettaglio risposte precise su vari punti, che non sono state poi riportate in questo documento conclusivo o almeno non sembrano essere state prese in seria considerazione».
 
Di fatto, continua il diplomatico vaticano, il documento «sembra quasi non essere aggiornato, tenendo conto di quello che in questi ultimi anni è stato fatto a livello di Santa Sede, con le misure prese direttamente dall’autorità dello Stato della Città del Vaticano e poi nei vari Paesi dalle singole Conferenze episcopali. Quindi manca la prospettiva corretta e aggiornata che ha visto in realtà una serie di cambiamenti per la protezione dei bambini che mi pare difficile di trovare, allo stesso livello di impegno, in altre istituzioni o addirittura in altri Stati. Questa è semplicemente una questione di fatti, di evidenza, che non possono essere distorti!».
 
Monsignor Tomasi definisce «molto scorrette» alcune delle affermazioni contenute nel rapporto conclusivo del Comitato. «La Santa Sede risponderà, perché è un membro, uno Stato parte della Convenzione: l’ha ratificata e intende osservarla nello spirito e nella lettera di questa Convenzione, senza aggiunte ideologiche o imposizioni che esulano dalla Convenzione stessa».
 
Il riferimento è alle parti del documento dove si chiede alla Santa Sede di rivedere le proprie convinzioni in materia di aborto e famiglia. «Per esempio la Convenzione sulla protezione dei bambini nel suo preambolo parla della difesa della vita e della protezione dei bambini prima e dopo la nascita; mentre la raccomandazione che viene fatta alla Santa Sede è quella di cambiare la sua posizione sulla questione dell’aborto! Certo – continua Tomasi – quando un bambino è ucciso non ha più diritti! Allora questa mi pare una vera contraddizione con gli obiettivi fondamentali della Convenzione, che è quella di proteggere i bambini».
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Si parla di 40 milioni di casi di abuso di bambini nel mondo: purtroppo alcuni di questi casi – anche se in proporzioni molte ridotte in confronto a tutto quello che sta avvenendo nel mondo – toccano persone di Chiesa. E la Chiesa ha risposto e reagito e continua a farlo! Dobbiamo insistere su questa politica di trasparenza, di non tolleranza di abusi, perché anche un solo caso di abuso di un bambino, è un caso di troppo!».
 
Il diplomatico vaticano ha concluso l’intervista ipotizzando che il Comitato delle Nazioni Unite si sia lasciato influenzare: «Probabilmente delle Organizzazioni non governative – che hanno interessi sull’omosessualità, sul matrimonio gay e su altre questioni – hanno certamente avuto le loro osservazioni da presentare e in qualche modo hanno rafforzato una linea ideologica»….
 

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Di seguito il comunicato della Sala Stampa vaticana sulla questione:
 
Al termine della sua 65.ma sessione, il Comitato per i Diritti del Fanciullo ha pubblicato le sue Osservazioni Conclusive sugli esaminati Rapporti della Santa Sede e di cinque Stati Parte alla Convenzione sui Diritti del Fanciullo (Congo, Germania, Portogallo, Federazione Russa e Yemen). Secondo le particolari procedure previste per le parti della Convenzione, la Santa Sede prende atto delle Osservazioni Conclusive sui propri Rapporti, le quali saranno sottoposte a minuziosi studi ed esami per pieno rispetto della Convenzione nei differenti ambiti presentati dal Comitato secondo il diritto e la pratica internazionale come pure tenendo conto del pubblico dibattito interattivo con il Comitato svoltosi il 16 gennaio 2014. Alla Santa Sede rincresce, tuttavia, di vedere in alcuni punti delle Osservazioni Conclusive un tentativo di interferire nell’insegnamento della Chiesa Cattolica sulla dignità della persona umana e nell’esercizio della libertà religiosa. La Santa Sede reitera il suo impegno a difesa e protezione dei diritti del fanciullo, in linea con i principi promossi dalla Convenzione sui Diritti del Fanciullo e secondo i valori morali e religiosi offerti dalla dottrina cattolica.
 

Testo proveniente dalla pagina del sito di Radio Vaticana: premi qui per visualizzarla

 

Ascolta l’audio dell’intervista a Mons. Tomasi