GIUSTIZIA PUNITIVA

Stai vedendo 2 articoli - dal 1 a 2 (di 2 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #48212
    AvatarMatteo
    Ospite

    Buonasera.

    Avrei bisogno di chiarimenti sulla questione della giustizia punitiva.

    Credo si possa dire che la tradizione cattolica riconosce un bene nell’inflizione di una pena proporzionata alla colpa, da parte della corrispondente autorità, anche indipendentemente da finalità di deterrenza, protezione della società e riabilitazione del reo. Non mi è chiaro tuttavia quale fondamento dare a questo aspetto prettamente retributivo della giustizia, umana e divina. Ho letto che San Tommaso scrive in più punti che il castigo ristabilisce un certo tipo di uguaglianza (“aequalitas iustitiae”), ma cosa ciò significhi è tutt’altro che chiaro, anche se l’idea è promettente.

    Un altro autore cattolico che ho letto (Edward Feser) sostiene che infliggere una pena proporzionata alla colpa è sostanzialmente un “aiutare” la natura che di per sé tende ad associate piacere al bene e dolore al male. Il problema è che questa associazione mi sembra sia davvero naturale e desiderabile solo nella misura in cui può portare a a qualche altro bene, cosicché sarebbe un male se io non provassi il dolore che può farmi rendere conto che sto avendo un’attacco di appendicite, ma non ce nulla di male nel rimuovere un inutile dolore fisico con degli antidolorifici.

    Infine un altro autore cattolico che ho letto (Koritansky) si accontenta di osservare che l’atto di punire è certamente buono, quando ordinato dalla ragione, perché vi corrisponde un’inclinazione, la rabbia, che non possiamo non considerare naturale, visto che è un fenomeno universale ed ha un analogo perfino negli animali non razionali. E qui l’unica cosa che ho da obiettare è che questo spiega tutt’al più perché noi possiamo e dobbiamo in alcuni casi punire, ma non certo possa castigare Dio, che sicuramente non prova ne rabbia ne alcun altra Passione.

    Sono quindi qui a chiederle chiarimenti sul fondamento morale dei castighi; quelli inflitti dalla legge umana come anche quelli inflitti da Dio, visto che più leggo sull’argomento e meno ho le idee chiare.

    Ringrazio in anticipo della risposta.

    Matteo

    #48261

    Caro Matteo,

    capisco il suo desiderio di comprendere, ma, riguardo alla domanda sulla giustizia che lei pone, non penso che saprei darle una risposta più chiara di quella di San Tommaso.
    Certe questioni, come sono impostate e risolte, fanno più riferimento alla filosofia che alla religione vera e propria.

    Le suggerisco di leggere ancora San Tommaso e meditare la sua argomentazione.

    Se non la convince, legga la Sacra Scrittura e vedrà che la pena ristabilisce la giustizia nel senso che paga la colpa commessa, ma questa ha soprattutto una funzione “medicinale” oltre a quella educativa.

    Il male commesso, infatti, fa male anche al soggetto che lo compie e non solo a colui a cui viene inflitto; senza una pena chi compie il male potrebbe pensare che agire in un modo piuttosto che in un altro sia indifferente.

    Grazie per aver posto la domanda, buona riflessione.

    Fra Giuseppe op

Stai vedendo 2 articoli - dal 1 a 2 (di 2 totali)
  • La discussione ‘GIUSTIZIA PUNITIVA’ è chiusa a nuove risposte.

Abbà – Comunità Cattolica per l'evangelizzazione