IL SENSO DI FARE FIGLI

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  • #36633 Risposta

    Massimiliano

    Sono cresciuto in una famiglia molto cattolica e dai radicati principi cristiani.

    Ora ho 33 anni, e per una quindicina di anni ho smesso di credere in Dio e di “frequentare” la chiesa.

    Non saprei dire perché, ma è successo.

    Di recente, però, mi sono riavvicinato a Dio. Una serie di eventi che non posso ignorare e che non posso definire casuali mi hanno riportato a credere in Lui. Ma, purtroppo, avere a che fare con Dio apre anche alla possibilità dell’inferno, che è un’idea a me incomprensibile e indigesta, che non riesco a collegare ai concetti di “infinita misericordia” e “infinito amore”.

    Il solo pensiero che ci siano delle anime condannate a sofferenze aberranti e terribili atrocità per sempre, solo a causa di qualche decennio di vita trascorso nella fragilità implicita al nostro essere, mi riempie di sconforto. Esistono migliaia di persone che hanno vissuto esperienze di premorte e che hanno visto l’inferno. Esistono centinaia di figure nella storia, come santi o i pastorelli di Fatima, per esempio, che hanno potuto vedere coi loro occhi l’inferno pieno di anime che bruciano. L’inferno c’è, quindi, e a quanto pare è pieno, e ad ogni istante migliaia di anime precipitano nell’abisso. Tutte le testimonianze riportate parlano di un “numero incalcolabile”, di “milioni” e “miliardi” di anime che urlano nel lago di fuoco senza potersi consumare. E’ terribile.

    Che senso ha, allora, mettere al mondo dei figli (ne vorrei almeno 2) e vivere nell’angoscia che possano allontanarsi da Dio, così come ho fatto io nonostante gli insegnamenti dei miei genitori, e un giorno finire in un posto del genere, per sempre? Con che cuore posso mettere altre anime nell’arena, in modo che il diavolo possa avere la possibilità di irretirle e farle sue e infliggere loro torture in eterno? Io non so se sarò degno di Dio e del suo regno, ma se un giorno dovessi per sua grazia andare in paradiso, come potrei vivere la beatitudine sapendo che anime di amici, o famigliari, o magari dei figli stanno bruciando per sempre? Sotto questa ottica, che senso ha dare la vita e perpetuare questa sfida assurda che c’è tra Dio e il demonio nell’accaparrarsi anime? Come posso prendermi una responsabilità del genere?
    Io non so se siano legittime le mie preoccupazioni. Spero che possiate illuminarmi e quindi confortarmi in merito. Grazie.

    #36884 Risposta

    Caro Massimiliano,

    credo che le tue idee sull’inferno siano poco chiare, oltretutto di questo “stato dell’aldila” sappiamo molto poco, direi quasi nulla.

    Al riguardo c’è un grosso dibattito teologico.

    Per farti un quadro corretto dottrinalmente e sufficientemente ampio, ti suggerisco di consultare il Catechismo della Chiesa Cattolica.

    Io posso dirti solo due cose:

    1) all’inferno non ci manda nessuno, siamo noi che scegliamo liberamente di andarci;

    2) ci potrebbero essere molte altre “buone” ragioni, anche più immediate e pratiche, per non mettere al mondo dei figli, e nel passato ci sono state anche eresie al riguardo condannate dalla Chiesa.

    Avere l’apertura e la disposizione di mettere al mondo dei figli, anche quando uno non ne vede la ragione, si deve fare perché è un comando di Dio: “andate e moltiplicatevi”.

    Tutto è opinabile nel mondo razionale degli uomini.

    È solo la fede che ci dice che cosa è giusto e che cosa è sbagliato.

    Ti ringrazio per aver posto questa domanda certamente delicata e che molte persone potrebbero essersi poste e spero di aver dato un chiarimento utile.

    Un fraterno saluto,

    fra Giuseppe

    #36894 Risposta

    iyouzazvtdx

    (In attesa di moderazione)

    #37018 Risposta

    eoywqmuc

    (In attesa di moderazione)

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