La carità chiede riservatezza, la verità chiede di esporsi.
Sono questi due elementi distintivi della figura di San Pier Giorgio Frassati, canonizzato da Papa Leone XIV nel 2025, evidenziati da fra Alberto Casella OP, docente alla Università Cattolica, in una conferenza tenutasi il 31 marzo nella Sagrestia del Bramante presso la Basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano.
L’evento è stato organizzato nell’ambito di una mostra dedicata a quello che viene definito un Santo del nostro tempo.
Ha moderato l’incontro fra Llewellyn Muscat OP, priore del convento domenicano di Milano, già segretario della Postulazione Generale dei santi dell’ Ordine.
I santi, siano essi laici o consacrati, sono gli amici intimi di Gesù, che, alla Sua sequela, trasformano in virtù i gesti, comportamenti, orientamenti della loro vita, nel loro tempo.
Pier Giorgio Frassati vive in un momento storico caratterizzato da guerre, tensioni sociali, economiche, un diffuso anticlericalismo, momento non così lontano dalla nostra attualità. Vive in pieno le sue passioni giovanili che si esprimono nell’amore per la montagna, nella attenzione alla amicizia, nell’impegno politico (gode di un osservatorio famigliare privilegiato: il padre, senatore, ambasciatore a Berlino, è il fondatore del quotidiano la Stampa di Torino). Ma, soprattutto, nell’esercizio della carità e nell’attenzione ai poveri esercitate con generosità e discrezione in una Torino che ha visto il sorgere dall’800 dei cosiddetti “santi sociali” come San Giovanni Bosco, San Cottolengo, San Cafasso, San Murialdo, Giulia Colbert, risposta ai problemi di una società fortemente segnata dall’indigenza e degrado delle classi più povere. Attivo in vari ambiti Pier Giorgio è terziario domenicano, opera nella San Vincenzo ed è membro della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica).
Come sottolinea fra Alberto Casella, la santità di Pier Giorgio affonda le radici in una fede fatta di preghiera e contemplazione che, nel più autentico spirito domenicano, porta e condivide con il suo prossimo.
San Frassati incarna in modo splendido i tre doni battesimali di profezia, sacerdozio, regalità definiti nella teologia del Concilio Vaticano Secondo. Profezia che è vivere il proprio tempo in una dimensione di osservazione, ascolto, impegno e attesa nella Provvidenza.
In questo senso la figura di san Pier Giorgio Frassati è oggi più che mai attuale per tutto il popolo di Dio, non solo come modello di fede vissuta, ma anche come stimolo cui guardare per diventare ponti di pace, costruttori di carità e solidarietà e portatori di speranza.