INIZIATIVE

IL DIGIUNO, DONO DI SALVEZZA

La Quaresima: tempo per preparare il cuore ad accogliere la Grazia speciale della Santa Pasqua. Tempo di conversione, preghiera, purificazione e digiuno.
Il digiuno è stato il cuore della giornata di spiritualità del ciclo “Vieni e Vedi” proposto dalla Comunità Abbà in preparazione alla Santa Pasqua, tenutasi al PIME di Milano il 21 Marzo.
Perché il digiuno è importante, quale digiuno, come vivere il digiuno sono stati i tre passaggi che hanno guidato la giornata.

Perché il digiuno è importante?
Il digiuno è una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio, ci dice Papa Leone. Ed è stata la Parola di Dio, dai profeti dell’Antico Testamento ai Vangeli, a condurre i partecipanti, nella riflessione e nella preghiera, a fare luce su stessi e autodeterminarsi per crescere nella comunione con Dio.
Digiunare spinge a rinunciare a se stessi per aprirsi all’altro, a uscire dal proprio egocentrismo e dal ripiegamento interiore per diventare dono per sé e per gli altri. Così vissuto, il digiuno diventa una opportunità preziosa per mettere ordine in se stessi e dare nuove priorità alla nostra vita di fede.

Quale digiuno?
Partendo dal presupposto che non c’è un cuore uguale ad un altro, una vita che si possa sovrapporre ad un’altra, se da una parte c’è un digiuno “temporaneo“, confinato al tempo quaresimale con varie rinunce, dall’altra la Quaresima è una occasione per un digiuno “strutturale“, che non è solo una pratica di purificazione, ma può diventare dono permanente.
Perché questo avvenga il digiuno deve essere associato a un sincero desiderio di conversione e cambiamento che liberi il cuore dai legami delle nostre passioni, dalle catene dell’ingiustizia, dell’oppressione, del rancore.
L’esortazione di Papa Leone ci invita a un digiuno “strutturale”: “Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio (… )

Come digiunare?
Nel nascondimento agli altri, ma ben presenti a Dio Padre, con amore, nella intimità con Lui e con Gesù, guardando alla Sua vita, alle tentazioni che ha affrontato nel deserto. Facendoci quindi servitori degli altri, prendendo le distanze dai beni materiali, coltivando come Lui la povertà di spirito e accogliendo le umiliazioni della vita dalle persone, dalle difficoltà, dalle malattie, prendendo la nostra croce e salendo con Lui sul Golgota. “Questa parola è degna di fede: Se moriamo con lui, con lui anche vivremo”. (2 Timoteo 2,11)

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La lotta al male e alle passioni

Praticamente tutte le riflessioni e le predicazioni di p. Giuseppe, oltre che una serie di corsi di
spiritualità, contengono stimoli e strumenti finalizzati a:
• favorire la conoscenza di sé
• ingaggiare la lotta al male che c’è in noi e alle nostre passioni
La conoscenza di sé, derivante dal confronto con la Parola di Dio e dalla direzione spirituale e
sostenuta dallo Spirito Santo, progressivamente ci fa prendere consapevolezza dei nostri limiti,
delle nostre paure, delle nostre fragilità/debolezze, che a questo punto possiamo con fiducia
presentare a Gesù affinché vengano sanate.
La lotta al male e alle passioni è stato un punto fondamentale dell’insegnamento di p. Giuseppe, perché sono l’ostacolo concreto e reale tra noi e la salvezza e ci impediscono di affidarci totalmente all’amore di Dio e alla sua provvidenza.
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Araldo del Vangelo

Innamorato della Parola di Dio e della persona di Gesù Cristo, p. Giuseppe si è fatto araldo di questa parola che risuonava nella sua anima come Via, Verità e Vita. All’annuncio della Parola, attraverso la predicazione, gli incontri di spiritualità, la preghiera e, infine, con la fondazione della Comunità Abbà, p. Giuseppe ha dedicato la vita.
Ascoltare le sue predicazioni e le sue meditazioni ha significato per ognuno di noi sentire il Vangelo prendere vita nei nostri cuori e il desiderio di trasmettere a nostra volta la bellezza di ciò che ascoltavamo, che ha riempito il nostro cuore di gioia e che ha dato alla nostra vita un senso autentico!

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Accogliere la Salvezza

Intimamente connesso all’amore per Cristo, per tutta la sua attività pastorale, con particolare intensità negli ultimi anni della sua vita terrena, per p. Giuseppe c’è stato lo sforzo costante di cercare di aiutare quanti si rivolgevano a lui, o ascoltavano le sue predicazioni, a comprendere che cosa impedisce di accogliere concretamente la salvezza che Gesù ha portato.
Credenti, che nonostante la frequentazione dei sacramenti, la preghiera, i pellegrinaggi, la devozione non riescono a vivere nella gioia e nell’amore e nella libertà dei figli di Dio, non riescono ad accogliere se stessi e gli altri, non riescono a vincere il proprio carattere e le proprie inclinazioni naturali, non riescono a perdonare e a perdonarsi, non riescono a distaccarsi dalle cose materiali e dalle suggestioni di questo mondo.