TESTO DEL VANGELO (Gv 16,5-11)

 


In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
 
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
 
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
 
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

 
 
 

COMMENTO AL VANGELO del BEATO J.H.NEWMAN
SACERDOTE E TEOLOGO

 
Se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore
 
 
Cristo è ora veramente con noi, in qualunque modo.
 
Lo dice lui stesso: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20)…
 
Potreste pensare questa spiegazione: “Cristo è tornato, ma in spirito; è il suo spirito che è venuto al suo posto, e quando dice che Cristo è con noi, significa soltanto che il suo Spirito è con noi”.
Nessuno, certo, può negare… che lo Spirito Santo è venuto; ma perché è venuto?
 
Per supplire all’assenza di Cristo o per portare a compimento la sua presenza?
 
Sicuramente per renderlo presente.
 
Non pensiamo neppure un attimo che Dio Spirito Santo possa venire in modo tale che Dio Figlio sia lontano.
No, non è venuto perché Cristo non venga, ma piuttosto perché Cristo possa venire nella sua venuta.
Per lo Spirito Santo entriamo in comunione col Padre e il Figlio…
 
San Paolo scrive: “In Cristo anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito”… e “Vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell’uomo interiore. Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori” (Ef 2,22; 3,16,s).
Lo Spirito Santo suscita e la fede accoglie l’abitazione di Cristo nel cuore. Perciò dunque, lo Spirito non prende il posto di Cristo nell’anima, anzi assicura il posto a Cristo…
 
Lo Spirito Santo, dunque, si degni di venire in noi affinché, per la sua venuta, Cristo possa venire in noi, non materialmente o visibilmente, ma entrando in noi.
E’ così che egli è sia presente sia assente: assente perché ha lasciato la terra, presente perché non ha lasciato l’anima fedele. Come lui stesso dice: “Il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete » (Gv 14,19).

 
 

COMMENTO AL VANGELO dei PADRI CARMELITANI

 
Giovanni 16,5-7: Tristezza dei discepoli.
 
Gesù inizia con una domanda retorica a evidenziare la presenza della tristezza, oramai evidente nel cuore dei discepoli per il distacco da Gesù: «Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”».
È chiaro che per i discepoli, il distacco dei discepoli dallo stile di vita vissuto con Gesù, comporta sofferenza.
 
E Gesù incalza dicendo: «Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore» (v.6)
 
Così Sant’Agostino spiega tale sentimento di abbandono dei discepoli:
«avevano paura al pensiero di perdere la presenza visibile di Cristo… Erano contristati nel loro affetto umano, al pensiero che i loro occhi non si sarebbero più consolati nel vederlo» (Commento al vangelo di Giovanni, XCIV, 4).
 
Gesù cerca di dissipare questa tristezza, dovuta al venir meno della sua presenza, rivelando il fine della sua partenza. Vale a dire che se egli non parte da loro il Paraclito non potrà raggiungerli; se egli muore e quindi ritorna al Padre, lo potrà inviare ai discepoli. La partenza e il distacco da essi è condizione previa per la venuta del Paraclito: «perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore…» (v.7).
 
Giovanni 16,8-11: Missione del Paraclito.
 
Gesù prosegue nel descrivere la missione del Paraclito.
Il termine «Paraclito» vuol dire «avvocato», vale a dire, sostegno, assistente.
Qui il Paraclito viene presentato come l’accusatore in un processo che si svolge davanti a Dio e nel quale l’imputato è il mondo che si è reso colpevole di condannare Gesù: «dimostrerà la colpa del mondo, riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio» (v.8). Il verbo greco elègkein significa che farà un’inchiesta, interrogherà, metterà alla prova: porterà alla luce una realtà, fornirà la prova della colpevolezza.
 
L?oggetto della confutazione è il peccato: egli darà la prova al mondo del peccato che ha commesso nei confronti di Gesù e glielo manifesterà.
 
Di quale peccato si tratta?
 
Quello dell’incredulità
(Gv 5,44ss; 6,36; 8,21.24.26; 10,31ss).
 
Inoltre per il mondo l’aver pensato che Gesù è un peccatore (Gv 9,24; 18,30) è una colpa inescusabile (Gv 15,21ss).
 
In secondo luogo «confuterà» il mondo «riguardo alla giustizia».
Sul piano giuridico, la nozione di giustizia più aderente al testo, è quella che comporta una dichiarazione di colpevolezza o di innocenza in un giudizio.
Nel nostro contesto è l’unica volta che il termine «giustizia» compare nel vangelo di Giovanni, altrove ricorre quello di «giusto». In Gv 16,8 la giustizia è legata a quanto Gesù ha affermato di sé, vale a dire, sul perché va al Padre.
 
Tale discorso verte sulla sua glorificazione: Gesù va al Padre, sta per eclissarsi in Lui e quindi i discepoli non riusciranno più a vederlo; sta per affidarsi e immergersi totalmente nella volontà del Padre.
La glorificazione di Gesù conferma la sua filiazione divina e l’approvazione del Padre per la missione che Gesù ha compiuto.
Quindi lo Spirito dimostrerà la giustizia di Cristo direttamente (Gv 14,26; 15,26) proteggendo i discepoli e la comunità ecclesiale.
Il mondo che credeva di aver giudicato Gesù condannandolo, viene condannato dal «principe di questo mondo», perché è il responsabile della sua crocifissione (13,2.27).
Gesù, morendo in croce, è stato innalzato (12,31) ed ha trionfato su Satana.
 
Ora lo Spirito testimonierà a tutti il significato della morte di Gesù che coincide con la caduta di Satana (Gv 12,32; 14,30; 16,33).

 

SPUNTI DI RIFLESSIONE PERSONALE

 

  • Il timore, lo sgomento dei discepoli di perdere Gesù è anche il nostro?

  • Ti lasci condurre dallo Spirito Paraclito che ti dà la certezza dell’errore del mondo e ti aiuta ad aderire a Gesù, e, quindi, ti introduce nella verità di te stesso?