TESTO DEL VANGELO (Lc 1,57-66.80)


 
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
 
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne:
 
«No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
 
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome».  
Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.
 
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
 
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

 

Omelia 24-06-2018
su Lc 1,66.80

Omelia 24-06-2017
su Lc 1,57-66.80

Omelia 23-12-2016
su Ml 3,1-4.23-24 – Avvento

Omelia 24-6-2016 su Lc 1,76
(versetto alleluiatico)

Omelia 23-12-15
Avvento

Omelia 24-6-15

 

Omelia 24-6-14

Omelia 24-6-2013

 

Autore

Fra Giuseppe

1 CommentoAggiungi un commento

  1. Grazie Giuseppe… Sei molto chiaro nei tuoi mensaggi… Grazie… tantissime grazie… Mi piace molto sapere di te anche attraverso le tue omelie.

    Scritto da Rogelio 25/06/2016 alle 02:37 Rispondi

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